Riforma Gelmini: addio alle gite

“La gita prevista alla sezione egizia dei Musei Vaticano non si fa più” ha detto la rappresentante di classe.
“E perché?”
“Perché hanno tagliato le ore di straordinario alle maestre. E quindi le gite, che sono lavoro straordinario, non si possono più fare”.

Oggi Extramamma ha scritto un post sulle ripercussioni inaspettate della riforma Gelmini.
La Piattina invita i blogger ad elencarle e renderle pubbliche, man mano che si scoprono.
Riduzione dal 5 al 10% sull’organico, così prevede la riforma.
Cosa questo voglia dire in concreto, purtroppo lo sperimenteremo sulla nostra pelle.

E per quelli che pensano che le gite non siano essenziali, ricordate vi prego che le famiglie non sono tutte uguali.
Alcuni bambini ai musei vaticani ci andranno con i genitori.
Altri addirittura le piramidi andranno a vederle direttamente in Egitto.

Ma un numero crescente di futuri adulti, per ragioni economiche o culturali, non saprà mai cosa vuol dire andare a un museo, a una mostra, a teatro o in giro per la città.

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37 Responses to “Riforma Gelmini: addio alle gite”

  • Anonymous says:

    io, la riforma Gelmini, non la conosco … (andro’ ad informarmi) … pero’, voglio cmq dire quanto concordo sulla tua ultima osservazione! l’accesso ai musei, la lettura, insomma la cultura in generale, è un privilegio riservato ad una minoranza, il più delle volte per cause culturali: la percentuale di famiglie che non si preoccupano di cultura, che non vanno ai musei, che non leggono è altissima (dovunque sia, la tendenza è questa)! non sempre per mancanza di mezzi economici, ma per mancanza di educazione, o semplicemente di interesse. Quindi, se non siamo noi a scuola a far scattare nei giovani un interesse e una curiosità intelletuale per la cultura, una stramaggioranza di loro risca di non averci mai accesso! sarebbe davvero molto triste :( … conviene chiedersi in che mondo vogliamo vivere e vedere i nostri figli crescere. E il mondo di domani, lo costruiamo oggi, right?! Ogni volta che un governo cerca di tagliare le spese dall’ educazione, vedo nero! isa

  • piattinicinesi says:

    anche io lo vedo male, isa.forse divento noiosa a parlare della Francia, soprattutto ora che cominciano ad avere problemi anche lì. ma anche se la Francia è un paese molto elitario (a questo proposito la nostra scuola è stata veramente democratica, fino ad adesso, consentendo l’accesso a tutti, favorendo l’inserimento dei portatori di handicap, per esempio) non potrò mai dimenticarmi le famglie africane con quattro cinque figli che andavano in biblioteca il sabato mattina a fare scorta di libri o in palestra pubblica ad arrampicare, o nella sala multimediale a fare esercizi di matematica…stasera mi sento davvero triste

  • caia coconi says:

    interessante questo post, grazie!non posso aggiungere niente per esperienza diretta (non ho ancora bimbi a scuola), ma sostengo la causa come futura mamma e appoggio quanto dici… che futuro ai nostri figli…baci

  • caia coconi says:

    …solo una cosa……era ironica la democraticità italiana riguardo l’inserimento dei portatori di handicap, vero?

  • Anonymous says:

    non sei noiosa affatto, e fai bene a mentionare quest’ anedotta: non vorrei fare delle generalizzazioni, ma gli africani che vivono in Francia sono tantissimi ad essere estremamente ansiosi di cultivarsi: forse proprio perché sanno cos’è non averne la possibilità nel loro paese di origine (e se non loro stessi, i loro genitori o nonni), e sanno che la conoscenza è uno strumento per diventare davvero liberi! Ne conoscono il valore e lo vogliono trasmettere ai loro figli. :) )) Non essere triste! cerchi di tenere presente alla mente le cose che sono buone e per quelle che non lo sono, cerchiamo di non farci mettere i piedi in testa e combattiamo!! (con ottimismo, sempre!!) ;) )))Isa

  • piattinicinesi says:

    @caia, scusa ho detto tanto in poche parole e forse a leggerlo suona strano. ma volevo dire che la legislazione italiana è stata per vari anni molto avanti, per esempio siamo stati il primo paese a fare una legge negli anni 70 per l’inserimento dei disabili gravi nelle scuole, e parlo di inserimento vero, non di facciata. è una cosa di cui vado fiera. ma dopo quegli anni, in cui si cercava di aprire la scuola a tutti i ceti sociali, di farne un luogo di esperienza civile e democratica (il buon vecchio cattocomunismo all’italiana) stiamo arrivando ad una scuola elitaria e non certo meritocratica.insomma a fare in un commento l’analisi sociologica degli ultimi vent’anni rischio di essere un po’ ridicola, ma se leggi i miei post sulla scuola credo che potrai capire meglio come la penso.

  • Extramamma says:

    Piattini, grazie per avermi citato. Questa delle gite è una nuova (cavolo di) sorpresa: è terribile! Concordo con te con il progetto di svelare mano mano che le scopriamo tutte le fregature della riforma. Piccolo schifezze che renderanno peggiore la vita scolastica dei nostri figli :-( Sono furibonda, darei fuoco al tailleurino di quella zoccola!

  • desian says:

    Ciao Piattina, ottima idea quella di cominciare a postare un po’ di cose sulla scuola. Lunedì iniziano le iscrizioni…Da settembre io mi son fatto tutte (dico tutte, oh) le riunioni e gli incontri di genitori-insegnanti che ho avuto a tiro da queste parti. Qualche ideuzza (e un comitato di genitori di circolo svezzato insieme a pochi altri volenterosi) me la sono fatta per cui ho cominciato a postare, linkandoti come ispiratrice. Andiamo avanti, la cosa è importante!

  • Anonymous says:

    ho un’amica che insegna in una scuola materna e ieri mi ha fatto preoccupare: può essere che prossimamente, sempre x il taglio previsto sull’orario delle insegnanti, verrà garantito un servizio “statale” solo fino al primo pomeriggio (13.00!) e poi, per chi vorrà, inizierà un servizio di post-asilo a pagamento ! Spero proprio che sarà così ! ….. reme

  • piattinicinesi says:

    @extra facciamolo, perché l’impatto verolo vedremo solo con il tempo@desian grazie, fammi sapere@reme quello che temevo. il problema è che il tempo pieno non è garantito. ..lo sarà solo dove la scuola se lo può permettere. e il problema che il tempo pieno ha un senso, anche pedagogico, mentre il dopo scuola rischia di diventare un parcheggio a pagamento

  • Igraine says:

    so che esistono realtà online, rete scuole e chiedoasilo che si battono. per il resto mi viene da dire “ITALIANI! AVETE VOLUTO LA BICI??? E ADESSO…”dedicato a tutti gli elettori del PDL

  • Igraine says:

    Scusa ma mi viene da essere polemica, vista l’ondata di rabbia che mi prende quando leggo il giornale. Eluana, i medici che denunciano i clandestini e l’ondata di prese per il c… che ci invadono. Però dai, l’importante era votare il presidente del FARE, che ci difenderà contro i babau stranieri. Prodi non andava bene, era troppo molle…Eh sì proprio! Sono furibonda. Spero che l’elettorato si ravveda, quando saremo diventati come l’Argentina. Chissà….

  • minnanon says:

    Per le gite è un vero peccato,tuttavia il pericolo maggiore non èche non sappiano che si perdono con le gite ma che non sappiano tutto il resto.La classe docente attuale purtroppo non è stata selezionata a dovere, pur di acquisire consensi elettorali si sono assunti docenti preparati male.Generalizzazioni non se ne possono fare ma i risultati sull’alfabetizzazione dei nostri alunni sono ben noti.

  • wwm says:

    Non potrò portare la mia testimonianza, ma seguo e seguirò il post con molto interesse.Sono sempre più sconvolta, piattini. Ed è importante, come dici tu, raccogliere tutte le informazioni e le esperienze reali per capire effettivamente dove si sta andando…

  • LGO says:

    Ah, io l’avevo detto :-( (Se qualcuno è interessato, ci sono tentativi di gruppi di genitori di mettere in piedi, e mantenere, reti di informazione. E ci sono ormai parecchi docenti blogger che offrono spaccati interessanti su cosa si fa a scuola oggi (bè, non parlo di me, ovviamente:-) ).Comunque, il tempo pieno è stato GIA’ abolito. Se ne vedranno pienamente gli effetti quando la riforma sarà a regime, perché per qualche anno le scuole avranno gli ultimi fondi di barile da raschiare, ma i tagli sono già incominciati.Ho una curiosità: qualcuno sa come viene selezionato il personale docente? L’assunzione per guadagnare consensi elettorali, esattamente, come funziona?

  • Anonymous says:

    nei piccoli comuni, di cui è pieno il bepaese, la grande pensata di mariastar avrà come effetto principale, oltre alla diminuzione degli insegnanti, l’aumento dei numeri di bambini per classe (prima si formavano le prime in base alle iscrizioni in ogni singola scuola, da ora si formeranno sull’intero istituto comprensivo), la sparizione del tempo pieno inteso come tempo per recuperare e progredire nel sapere (perchè la completa eliminazione delle copresenze lo trasformerà per forza in un parcheggio doposcuola). Altro che scuole aperte anche ai disabili: chi ha i mezzi e l’aiuto della famiglia potrà diventare un buon alunno, gli altri sono destinati ad essere esclusi fin da piccoli dal sapere e dalla cultura (visto che così avranno ancora meno chance di rompere al padrone)…sono scoraggiata, a questi non gliene frega mica niente della nostra opinione, e dei nostri figli!come si fa a sopportare un governo che taglia i fondi alle scuole e allo stesso tempo regala l’ici alle chiese? aiutiamoci a ricordarci che non si può scappare, regalandogli le nostre bellezze da distruggereaiutiamoci a reagire anche quando non tocca a noisara

  • Laura says:

    io sono molto molto preoccupata, pero’ anche disorientata, a dire la verità. Se c’è modo di coagularsi intorno a questo problema, io ci sto. per il momento le riunioni me le sono persa quasi tutte e quelle a cui ho partecipato mi hanno solo fatto venire un gran mal di testa..aiuto!

  • piattinicinesi says:

    @igraine ho la sstessa rabbia, ilproblema è che la bic l’hanno voluta gli altri e a noi tocca comunque pedalare@minnanon anche loro sono poco informati, le cose si scoprono a poco a poco…@lgo cerchiamo di condividere le informazioni, segnala e segnalami i blog dove se ne parla, per favore@sara il problema dei piccoli comuni è evidente. avevo parlato tempo fa del fatto che in città come paermo da quest’anno non è più garantita la partecipazione comunale alla spesa dei libri e del materiale didattico per la scuola primaria (buono libri). la nostra preside ci ha detto chiaramente che da noi il tempo pieno continuerà perché abbiamo le strutture,(anche se non sappiamo ancora con quante classi) ma da nessuna altra parte il tempo pieno sarà potenziato.@laura il mal di testa è comune, e mi pare anche la rabbia…

  • valewanda says:

    ecco che iniziamo a toccare con mano la disgrazia di quella legge. Spero che almeno le famiglie facciano qualche sacrificio in più e li portino lo stesso, i loro figli, a teatro o a vedere il museo egizio.

  • desian says:

    mi permetto di rispondere a minnanon: il livello di alfabetizzazione della nostra scuola primaria è tra i MIGLIORI DEL MONDO, leggi le statistiche ocse (esiste il sito, in inglese) e lo vedrai da te. Vero, mai generalizzare!ciao!!!

  • Raperonzolo says:

    Quello che non capisco è perché per fare le gite le maestre debbano fare lo straordinario. Qui di gite i bambini non ne fanno tantissime ma quando le fanno, le fanno in orario strettamente scolastico: i bambini partono alle 9 e tornano alle 15. Per accompagnare 30 bambini vanno la maestra di ruolo, l’assistente maestra e tre genitori. In Italia so che i bambini vanno a scuola addirittura fino alle 16. Perché serve lo straordinario?

  • lisa2007 says:

    ahia.grazie Piattini per questo post e hai ragione, dovremmo farci carico tutti di informare chi ci legge, di parlarne il più possibile. Ognuno con la propria esperienza, che sarà diversa di caso in caso.Tagliare le spese su questioni come questa è come tagliare i viveri ai nostri figli, per dio.

  • sfelix says:

    @rape anche a me sembra strano, però è così, perché prendono forse qualche euro in più, e dall’anno prossimo malgrado il tempo pieno non ci sarà però la compresenza, questo vuol dire che i lavori di gruppo, i progetti intedisciplinari o interlasse saranno più difficili da fare. inoltre tengo a precisare che molte maestre fanno già tantissimo straordinario non retribuito per portare a termine esposizioni, lavori teatrlai e altro, stavolta è proprio la scuola ad aver detto no.@lisa sottoscrivo in pieno!@vale certo, ma alcune cose fatte a scuola hanno un’altra importanza. inoltre nella nostra scuola tocchiamo con mano cosa sia l’integrazione e la differenza di clase sociale. ci sono bambini di vare estrazioni sociali, un buon numero di stranieri e anche bambini rom. loro certo con le famiglie è difficile che vadano. inoltre chi abita in periferia tende a rimanerci…

  • VereMamme says:

    Piattini fai bene, fai benissimo, e anzi ti lancio un grido d’aiuto. Di solito mi viene un tale magone quando mi fermo a considerare queste come tante altre indegne cose di questi ultimi giorni..mesi..anni..decenni, che mi si spegne il cervello e non me la sento neanche di commentare. Io che di solito mi rimbocco le maniche e penso a cosa posso fare di mio, mi impallo e vado in loop di fronte a tante di queste enormità, al confronto con gli altri paesi. La coscienza politica questo paese me l’ha ammazzata da piccola, o forse da molto prima che nascessi, già con l’assurdità dei divari tra nord e sud e compagnia cantante. sì, sono molto scettica. un filosofo antico scrisse una verità sul muro “la maggior parte della gente è cattiva” , io invece credo che sia ignorante, purtroppo.

  • LGO says:

    piccola precisazione: non è che le maestre se portano i bambini fuori prendono soldi in più. Addirittura, in moltissime scuole non prendono NULLA neanche se portano i bambini (o i ragazzi più grandi) al campo scuola. Dipende dal loro contratto di lavoro, che per una parte è legato alla contrattazione locale (quindi all’accordo tra la rappresentanza sindacale locale e il Dirigente Scolastico). Solo per sfatare un mito.Il problema è che un docente da solo, avendone la responsabilità anche penale, non può portare fuori scuola più di tot bambini. E, tra l’altro, la riforma alza il tetto di alunni per classe…Togliere le compresenze vuol dire automaticamente eliminare le uscite.

  • LGO says:

    Comunque. A Roma, so che ci sono diversi coordinamenti a livello di zona (es. municipi XI e XV) o di piccola rete di scuole, di cui mi arriva notizia attraverso la mailing list dei genitori della mia scuola (cioè, quella dei miei bambini), che diffonde anche roba tipo < HREF="http://www.youtube.com/watch?v=aFxAkX6wkYA&eurl" REL="nofollow">questa<>. C’è il <>Movimento per il sapere di tutti<>. C’è il < HREF="http://coordinamentogenitori-scuole.myblog.it/" REL="nofollow">Coordinamento genitori-scuole<>.Se a qualcuno interessa il punto di vista degli insegnanti, può partire dal < HREF="http://laprof.splinder.com/" REL="nofollow">blog della Prof<>, per poi passare magari subito ad interessarsi dei < HREF="http://dirittovoti.splinder.com/" REL="nofollow">voti<>.Perché anche quelli sono cambiati…Che dici Piattina (e anche Desian, Oipaz…): ma un posto per mettere insieme tutte queste cose, ci possiamo pensare?

  • Anonymous says:

    Per chi non lo conosce segnalo:http://www.retescuole.net/Nato da un coordinamento di genitori quando la Moratti era ministro dell’istruzione.Giancarlo

  • piattinicinesi says:

    @lgo allora perché già da quest’anno non si fanno le gite? a me l’hanno motivato così…comunque un piccolo coordinamento ci vuoleinserisco un blogroll scuola e poi vediamo…

  • LGO says:

    Per quest’anno, non so. Mia figlia farà un campo scuola di 5 giorni. A scuola mia, c’è stato un tentativo di bloccare le gite di più giorni, come forma di protesta contro la riforma, ma c’è sempre qualcuno che non protesta e quindi si faranno lo stesso.

  • zauberei says:

    Eh piattina che macelloIo per esempio questa cosa simpatica che la riforma toglieva il tetto del numero degli studenti non la sapevo. Ha ragione anche chi dice che il contratto delgi insegnanti varia in diversi casi. Però la cosa delgi insegnanti di sostegno è certa e gravissima, per i ragazzi che ne hanno bisogno, e per la classe in cui sono inseriti.

  • Anonymous says:

    Ciao a tuttiNonostante il mio orticello a nord nord sia protetto dall’Autonomia provinciale (la Gelmini non è stata applicata qui) e nonostante i miei bimbi siano ancora piccoli per la scuola mi unisco, a gran voce, a tutti/e. E dico, ma è possibile che non riusciamo a farci sentire? Possibile che in TV si vedano solo le “persone comuni” che hanno tanta misericordia da scrivere Peppino boia e piazzarsi in strada con la statua della Madonna? Con tutto il rispetto per la religione di tutti.Questo post, Piattini, casca a fagiolo nel mio stato d’animo di questi giorni. Ieri pomeriggio ho visitato una mostra al Mart di Rovereto che era pieno di bambini e ho pensato che erano fortunati. Uscita da lì ho incontrato il mio “fratello adottivo” tunisino (un ragazzo che ha abitato a casa di mia madre per un paio d’anni) e parlando con lui sono stata felice di sentirgli dire che le cose in Tunisia stanno andando bene e sono stata d’accordo con lui quando mi diceva che era contento di poter far crescere i suoi (3) figli nella loro cultura. Con mio marito abbiamo commentato “ultimamente ci vergogniamo noi italiani, pensa a quanto dev’essere dura per loro”. Poi a casa, le notizie sulle irregolarità amministrative della clinica di Eluana, e ancora quel groppo allo stomaco, che è lì da giorni e che non se ne vuole andare…..mari

  • Anonymous says:

    a me hanno motivato il taglio delle uscite come una forma di protesta alla riforma. inoltre i tagli hanno di fatto eliminato il contributo alle gite (corriera,bigletti museo etc) e quindi molte famiglie non concordano nel pagare il contributo e quindi ci sarebbero studenti che devono restare in classe (e con chi starebbero?)

  • piattinicinesi says:

    @zauber da quello che so (premetto sempre perché con la confusione di questi giorni…) ci dobbiamo uniformare alle norme europee che prevedono un minimo di 25 bambini per classe (?), solo che riducendo il numero degli insegnanti i bambini possono arrivare ad essere 28-30….

  • piattinicinesi says:

    @lgo e anonimo che sia una protesta lo sento per la prima volta, quindi vuol dire che il messaggiomnon è passato bene, almeno da noi@tutti prima sono uscita come sfelix, ormai ho problemi di identificazione@mari oscillo tra la vergogna e la voglia di combattere, vediamo chi vincerà

  • Gallinavecchia says:

    Hai visto la trasmissione di Iacona domenica sera?Se l’hai vista sarai depressa come me, se non l’hai vista passa dal pollaio.E’ davvero uno schifo.

  • minnanon says:

    per DesianHo dato un occhiata dove dici tutanto per cominciare conviene leggere quest’articolo di repubblica che commenta i risultati delle ricerche ocse:http://www.repubblica.it/2006/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuolastatistiche/rapporto-ocse/rapporto-ocse.htmlsi può avere qualche riscontro scaricando i dati del 2008 in formato pdf(529 pagine di dati e riferimenti)http://213.253.134.43/oecd/pdfs/browseit/9608041E.PDFse si da un’occhiata a pg 103 e seguenti si riscontra che l’italia nei test “pisa” per quel che riguarda la conoscenza scientifica dei nostri alunni è al di sotto della madia ocse ed è sopravanzata da quasi tutti i paesi dell’europa e dell’occidente, piazzandosi di poco al di sopra del portogallo e della grecia. Sotto di noi israele,turchia cile e brasile.Da questo a dire che i livelli di alfabetizzazione sono tra i migliori del mondo ce ne corre, e considerato quanto costa al contribuente (non relativamente al al pil sul quale incide molto il deficit, nel senso che parte del pil serve a pagare gli interessi sul debito pubblico) non è un bel vedere.certo se si includono anche tutti i paesi sottosviluppati siamo nei primi 30 ma non è una bella consolazione.

  • Mannu says:

    I piatti in questa dispensa fanno lo stesso rumore di quando li impilo con rabbia, togliendoli dalla lavastoviglie ancora caldi bollenti!
    Io la Gelmini non l’ho votata, peròperò, quando si parla di scuola immediatamente penso ai ragazzi. E poi tolgo tutto, finanche i banchi, l’aula, l’intonaco scrostato, la porta che non si chiude, la lavagna storta.

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