Rivoluzioni ordinarie


stor_2484399_24350Ieri mattina la famiglia Piattini al completo si è diretta verso la scuola elementare del quartiere, sotto una pioggerella tiepida e sottile, che sapeva di asfalto umido, autunno e matite colorate.
La folla dei genitori e dei bambini riempiva l’intero cortile.

- Che è successo? – ha chiesto allarmata Piattins.
- Non funziona il microfono – le ha risposto una mamma – e quindi ci dobbiamo avvicinare per sentire qualcosa.

Nessuno si stupiva però. Negli ultimi 5 anni il microfono non ha mai funzionato e nessuno si aspettava che lo facesse proprio adesso, non c’era ragione.

Invece l’accoglienza delle prime classi ha funzionato bene.
I bambini delle quinte sono usciti uno a uno e hanno preso per mano i bambini di prima.
E così la classe di Figlio Filosofo ha accompagnato quella di Power.
I piccoli molto piccoli, con il grembiule e il colletto bianco, e i grandi quasi grandi, già protesi al futuro, in maglietta e pantaloni corti, sono saliti in classe.
Roba da foto e lacrimoni.

Ma le lacrime Piattins pensava di riservarle ad altro.

In aula le maestre si sono presentate e hanno spiegato come si sarebbero svolte le cose.
E’ subito stato chiaro che anche quest’anno la carta igienica dei bagni e il sapone li avrebbero portati i genitori.
Gli stessi genitori si sarebbero incaricati di lavare le tende, ridipingere le pareti delle aule, procurare l’occorrente per il lavoro della classe.
E avrebbero dovuto vigilare sui disservizi, sulla mensa e sulle crepe della struttura scolastica.

- Ma come cambia il lavoro di compresenza di voi maestre con la riforma? – ha chiesto Piattins facendosi subito riconoscere.
- E’ presto detto – ha risposto la maestra – prima il nostro lavoro era diviso in ore di lezione vera e propria e in ore di compresenza. Le ore di compresenza servivano a svolgere progetti, a far recuperare i bambini con problemi, al servizio durante la mensa, mentre ora in quelle due ore dobbiamo fare supplenza o lezione in altre classi, secondo le esigenze.

In sostanza, ha pensato Piattins, è come se prima ci fosse stato una specie di cuscino per attutire i colpi, e adesso i colpi uno li sentisse subito. Una lenta erosione degli ingranaggi, che così si consumano prima.

- Comunque voi dovete avere fiducia nella scuola – ha detto la maestra – dovete avere fiducia in noi. La scuola non serve solo a dare conoscenze, ma ad aiutare i bambini in un percorso di crescita, che deve essere fatto insieme alle famiglie. In questa classe non ci saranno bambini si serie A e di serie B, nessuno è interessato al vostro 730, alla vostra provenienza o alla vostra religione. Qui ci sono bambini che cresceranno nella tolleranza e nel rispetto degli altri. Che impareranno ognuno secondo il proprio ritmo, senza confronti.

A volte basta poco per ritrovare la speranza che le cose possano comunque andare bene.

Ascoltare un discorso del genere, per esempio.

Guardarti intorno e pensare che in un’aula stipata di persone ce ne sono almeno 30 che hanno deciso consapevolmente di mandare i propri figli a una scuola pubblica, perché pensano che è da lì che deve cominciare il proprio percorso di cittadini.

Sapere che non sei la sola a credere in certi valori.

A credere che il pensiero vada allenato, la convivenza sperimentata, la tolleranza esercitata ogni giorno, e il senso della partecipazione e del bene comune acquisito fin da piccoli.

E di colpo, per un attimo, sentirti un po’ meno idiota, e quasi rivoluzionaria.

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19 Responses to “Rivoluzioni ordinarie”

  • Silvia gc says:

    Grazie Piattins, è come se fosse un seguito logico al mio post sul primogiorno di scuola. Io ci credo, mi fido e ne sono molto contenta.

  • Laura.ddd says:

    Molto bello, Piattini. Il Grande ieri è tornato contento perchè il suo compagno rumeno, che sembrava dovesse traslocare, rimarrà invece tutto l'anno nella classe. E lo ha invitato alla sua festa di compleanno. Loro sono piu' avanti. E nessun anacronismo li potrà fermare.

  • supermambanana says:

    buon anno piattini, un grande in bocca al lupo a FF e Power, che somigliano tanto a due soggetti di mia conoscenza :-)

  • piattinicinesi says:

    @silvia sì anchio lo sento come un filo di pensieri. gli istututi scolastici di Roma si stanno comportando secondo il buon senso. ma pare che adottare il buon senso e credere nella scuola sia considerato fare politica in un'accezione negativa. ma… :(
    @lauraddd e quello è un altro argomento che come immagini mi sta molto a cuore
    @supermam grazie !

  • Mamma in 3D says:

    Bellissimo post.
    Il nostro è il tuo stesso pensiero sulla scuola pubblica: la scegliamo e la difendiamo perché un valore per tutti.
    Buon anno scolastico a tutta la famiglia :-)

  • emily says:

    bello Piattins mi ha fatto piacere leggerti.
    io invece sono incaxx con la scuola dei miei figli e ad ogni domanda mi sento rispondere: la gelmini di qui, la gelmini di la, ma mi piacerebbe sapere che cosa centra con quello che sta accadendo, disservizi cronici dettati da persone che nn fanno il loro lavoro, che prendono impegni e nn si curano di portarli a termine, che fanno finta di nn vedere x nn dover prendere posizione.
    e gli altri genitori pecoroni che fuori dalla scuola tutti hanno da ridire e poi in riunione hanno le bocche cucite…
    almeno da te un segnale di vita intelligente è arrivato

  • Anonymous says:

    anche la mia piccina più grande ha iniziato la prima classe in una scuola pubblica di Roma, è stata accolta, è tornata contenta, la maestra ha chiesto di collaborare e di avere un codice comunicativo comune per poter seguire insieme i cambiamenti di questi nostri piccini nel corso di questi prossimi cinque anni di crescita, una richiesta accolta con piacere che ci ha fatto sentire parte di una comunità che si fa carico dei suoi piccoli per crescerli insieme.
    Buon anno scolastico.
    Stefyanna

  • cautelosa says:

    Un augurio a Filosofo e Power perché quest'anno scolastico sia per entrambi pieno di soddisfazioni e di momenti felici.
    E un augurio anche alla scuola pubblica, tanto bistrattata e impoverita, nonostante la presenza di eccellenti insegnanti che amano il loro lavoro e si impegnano con passione e serietà.

  • kekkasino says:

    peccato che molte insegnanti non siano così intelligenti…buon anno scolastico!

  • bstevens says:

    i valori sono le basi. ma perbacco, dal punto di vista pratico questa organizzazione fa acqua, anche io mi sento rivoluzionaria – ci credo ma voglio che torni la compresenza..

  • desian says:

    Oggi pensare al percorso di cittadinanza che comincia proprio dalla scuola ci fa sentire "rivoluzionari". Se questo è il tempo che ci è dato vivere e questi i valori (che dovrebbero essere acquisiti) da difendere, ben venga la nostra "vigilanza" e la nostra consapevolezza. Buon anno scolastico a tutti noi.

  • piattinicinesi says:

    @mammain3d ciao rivoluzionaria! auguri anche a te
    @emily tocchi un tasto dolente, conosco anch'io genitori esasperati che perdono fiducia perché si trovano davanti non solo un sistema che non funziona ma anche professori e dirigenti demotivati. è questa perdita di fiducia e di speranza il danno più grande
    @stefyanna il senso e il valore della comunità, brava questa mestra. buon anno anche a te
    @cautelosa come ho detto ad Emily, speriamo che questi insegnanti resistano, grazie
    @kekkasino peccato, sì..
    @bstevens anch'io vorrei la compresenza, più ore di inglese da insegnanti qualificate, un'aula di informatica che funzioni, un budget gestito meglio e scuole sicure. sigh
    @desian ormai comincio a sentirmi rivoluzionaria solo perché continuo a usare l cervello, a leggere e informarmi

  • acasadiclara says:

    anche nella nostra scuola non va tanto male, qui quasi in centro nella grande città del nord. ma i dubbi sono tanti e comunque teniamo duro. è solo il terzo giorno della prima elementare……
    i bambini sono contenti, le amestre sembranoi in gamba. anche da noi hanno chiesto collaborazione – in tutti i sensi – da parte delle famiglie.
    incrociamo le dita!
    CIAO!

  • pontitibetani says:

    io sono nel mood … vediamo …
    fare il lavoro che faccio non aiuta molto la mia tolleranza sui disservizi scolastici, anche es poi sono la prima a pormi in maniera cricissima sulla riforma gelmini.
    da 'ste parti la scuola pubblica nemmeno si mette in discussione, anche perchè alternative non ve ne sono davvero se non a 30/45 minuti di auto.
    nei paesi piccoli è davvero difficile scegliere..

    però una cosa sembra evidente cioè che nel complesso in molti (genitori) pensano che la scuola pubblica sia un bene reale e prezioso da sostenere …
    lo pensasse anche la gelstar!

  • sobritish.splinder.com says:

    Che bel post Piattini! Qui il sistema crolla a pezzi…altro che fiducia!

  • valewanda says:

    bel post Piattins, a volte leggere te è una sana medicina. Ma davvero però…

  • Mamma F says:

    W le rivoluzioni ordinarie! Grazie per questo inizio coraggioso e delizioso! Mamma F

  • Anonymous says:

    E, come sempre, i ministri della Pubblica Istruzione cadono sempre in piedi…grazie agli insegnanti di buon senso! (che sono tanti, checcè se ne dica!).
    Diciamolo, la "cosa" pubblica (compresa la scuola) funziona ancora perchè c'è gente che lavora e che crede ancora in quello che fa….nonostante Berlusconi e Brunetta!!
    Elena

  • piattinicinesi says:

    @acasa di clara sentire esempi positivi da varie parti è una cosa che incoraggia
    @monica ho letto i tuoi post e ti capisco sui disservizi,è la cosa che allontana di più le persone dalla "cosa pubblica" e fa perdere la fiducia
    @sobritish ma con qui intendi lì? anche lì?!
    @vale ormai mi faccio coraggio da sola ;) )
    @mammaF ormai è diventato una specie di motto ;)
    @elena è vero, e purtroppo queste persone a volte si devono sobbarcare anche le inefficienze degli altri, sigh

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