Piattini aveva già una volta espresso la sua opinione sul tema della sicurezza.
Però, visto che di questi tempi è impossibile guardare un telegiornale o a leggere un quotidiano senza sentir parlare di sparpagliamenti di soldati, armamenti di vigili urbani e installazioni di telecamere ad ogni angolo di strada capitolina, non può esimersi dal ritornare sull’argomento e partecipare in prima persona all’amabile discussione.
Per carità, intendiamoci, lungi da lei l’idea di poter trovare qualche soluzione al problema: non si permetterebbe mai di fornire suggerimenti non richiesti a esperti di cotanto ingegno.
Solo, vuole raccontare qualche esperienza personale.
Qualche anno fa, a causa probabilmente di qualche congiuntura astrale, Piattini fu vittima a più riprese di diverse aggressioni, tutte finite per fortuna a tarallucci e vino, soprattutto grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine.
La prima avvenne in via Nazionale.
Piattini era uscita dal lavoro e si era diretta a un bancomat per ritirare dei soldi.
Via Nazionale è una via trafficata, piena di gente e di negozi, lei si avvicinò allo sportello con cautela, ma tranquilla. Sul marciapiede andavano e venivano centinaia di persone.
Infilò la tessera nella fessura apposita. Aspettò e digitò il codice. Stava per ritirare i soldi quando sentì una fitta alla schiena. D’istinto afferrò i soldi, si girò e vide un uomo che rideva. Provò a gridargli qualcosa contro, a inseguirlo, ma il dolore alla schiena la immobilizzò.
Lei rimase qualche minuto in mezzo alla strada, mentre le persone continuavano ad andare e venire. Nessuno si fermò a chiederle cosa avesse. Perché le venisse da piangere.
Piena di rabbia cominciò a camminare velocemente per raggiungere il posto di polizia di piazza della Repubblica, poco distante, e denunciare l’accaduto. Voleva impedire che l’uomo, chiaramente un folle, prendesse a pugni nella schiena altre persone.
Nel camioncino c’erano due poliziotti che chiaccheravano fra loro: un uomo e una donna.
Piattini spiegò l’accaduto. Nonostante lei fosse visibilmente sconvolta loro non scesero, né la fecero salire, e non le offrirono neanche un bicchier d’acqua.
- Le voleva prendere i soldi.
- No, le dico di no – insistette Piattini- avrebbe potuto farlo. Le dico che era un folle. Mi ha picchiata ed è andato via
- Non è possibile
- Ma sì
- Ma no. La prossima volta stia più attenta quando fa il bancomat, che girano dei brutti tipi.
Piattini rimase così stupita dal loro atteggiamento che non osò neanche replicare. Evidentemente lei era una donna molto esagerata.
Qualche tempo dopo, però, parlando con un’amica della madre, venne a sapere che ad altre donne della zona era successa la stessa cosa. Il tipo che aggrediva alle spalle esisteva e aveva continuato a colpire, ma nessuno aveva potuto denunciarlo.
La seconda volta avvenne nel suo quartiere.
Piattini all’epoca viveva ancora a casa dei suoi genitori, era single e usciva con le amiche tornando tardi a casa la sera.
(Le donne devono essere libere, non bisogna avere paura di uscire di notte, la paura è la nostra nemica erano i suoi mantra del periodo).
Una sera, mentre parcheggiava l’auto nel piazzale di fronte casa, si rese conto che dietro di lei c’era un aggressore. Un vero aggressore, con tanto di bandana sul viso e coltello in mano, posizionato dal lato guidatore in attesa che lei scendesse.
Ora questa situazione metterebbe in crisi chiunque, e infatti mise in crisi anche lei.
Per circa 10 secondi.
Dopodichè si accorse che le crisi fanno funzionare il cervello in modo molto più rapido e lucido del normale, e quindi pur continuando a urlare come una matta per richiamare l’attenzione dei vicini si rese conto che: l’aggressore mascherato stava dando calci sulla portiera rotta, e che quindi non sarebbe riuscito ad aprirla tanto facilmente, che una volta resosi conto di star facendo una fatica inutile sarebbe stato colto da uno stato di frustrazione rabbiosa che avrebbe inevitabilmente riversata su di lei, e che però lei, approfittando del suo errore, avrebbe forse avuto il tempo sufficiente di afferrare la borsa e uscire dal lato del passeggero, correndo come una pazza fino al portone. O la va o la spacca.
Andò, e Piattini scoprì che malgrado la sua inefficienza fisica quando c’è da correre veloce corre, e che quando c’è da urlare urla, perché riuscì a svegliare i vicini e il cane dei vicini, e l’aggressore fu messo in fuga.
Il resto della notte fu animato da sogni agitati e beveroni di camomilla, ma la mattina dopo, ardente di spirito civico e battagliero, Piattini si recò al commissariato di zona, decisa a compiere la sua missione di denuncia per la salvaguardia di tutte le giovani donne del quartiere, che avevano diritto a uscire la sera senza paura.
- Buongiorno
- Giorno, che glie’ serve?
Il poliziotto nel gabbiotto a vetri fuori del commissariato non aveva l’aria gentile, ma Piattini capì che non doveva essere facile per lui stare nel gabbiotto tutto il giorno a smistare la gente, e non si offese
- Dovrei fare una denuncia..
- De che?
- Mi hanno aggredito ieri sera sotto casa..
- Ci sono lesioni?
- No, sono riuscita a scappare…
- L’ha visto in faccia?
- No, l’uomo aveva una bandana sul viso..
- Ah signorì, allora nun me faccia perde tempo. Si nun ce sono lesioni e nun l’ha visto in faccia la sola cosa che può fa’ è una denuncia contro ignoti…e na’ denuncia contro ignoti nun serve a gnente….arrivederci.
Piattini avrebbe altri aneddoti ma si ferma qui.
In questi ultimi anni Roma è diventata una città più brutta e sporca.
Attraversando il centro storico per andare al lavoro si è resa conto che le sacche di povertà si stanno riversando dalle periferie in centro. Il numero dei barboni è aumentato. Ci sono zone di baracche abusive dove la miseria convive con la criminalità e non sempre è facile distinguerle. Alcune stazioni del treno e della metropolitana sono state costruite in zone disabitate, non illuminate e non controllate.
Scendere da un treno metropolitano a Nuovo Salario o a Saxa Rubra (tanto per citarne un paio) in inverno dopo le cinque di sera ti fa sentire come la protagonista di un film dell’orrore. Magari non succede niente, ma se succede, sai che urlare non ti servirà.
Quindi da un aparte uno potrebbe dire che il piano sicurezza per Roma ha la sua ragion d’essere.
Solo che bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa si intende per sicurezza.
Qualche giorno fa l’amica F aveva appuntamento alla stazione di Ponte Mammolo col marito, che tornava con il treno da fuori Roma. Il treno era in ritardo, e lei aveva una buona mezz’ora d’attesa da passare in macchina. Al parcheggio non c’era nessuno, e aspettare da soli in un parcheggio deserto è una situazione che provoca un leggero disagio intestinale.
Per questa ragione l’amica F ha pensato che sarebbe stata una buona idea accostare la macchina alla camionetta militare che posta a guardia della stazione in ottemperanza del piano sicurezza.
Si sarebbe sentita più protetta.
- Signora favorisca i documenti.
Uno dei militari era sceso dalla camionetta e le aveva fatto segno di abbassare il finestrino.
- I documenti? Ha risposto stupita lei, ma senza obiettare ha tirato fuori i documenti e glieli ha passati.
- Lei non può stare qui – ha detto lui dopo una rapida occhiata.
- Che vuol dire che non posso stare qui?
- Che non si può. E’ vietato. Sono 74 euro di multa se non se ne va, signora.
- E dove dovrei aspettare secondo lei?
- Lei deve andare nel parcheggio, come tutti.
- Ma nel
parcheggio non c’è nessuno e io sono sola con mio figlio. Non mi sento tranquilla.
- Signora queste sono le regole, non posso farci niente
L’amica F è rimasta così stupita che non riuscita a controbattere.E dire che non è una che si lascia azzittire facilmente.
Ora io mi domando: ma i militari non erano stati sparpagliati in città per proteggere i cittadini?
Forse siamo noi che abbiamo capito male.
Forse abbiamo sempre capito male.
E dire che ce lo stanno spiegando bene, proprio bene, quali sono le loro intenzioni.



mamma mia quante te ne sono capitate!!! La situazione è davvero sconfortante, personalmente non mi sento affatto protetta, l’unica cosa che cerco di evitare è di restare da sola in posti “pericolosi” ma questo chiaramente non è sufficente (non puoi mica scegliere dove si ferma il bus) e poi ti possono aggredire anche in zone “tranquille”. So che è paradossale ma credo più nella “fortuna” che nella protezione delle forze dell’ordine.
Rita, a piattini sono capitate cose che capitano a ognuno di noi, quotidianamente e sempre più spesso, purtroppo. Vivo a Roma da 5 anni e se prima avevo la forza e o forse l’incoscienza di uscire la notte, anche sola, anche rientrando con un bus notturno, adesso ho paura a lasciare le inferriate aperte quando fa buio. E non perchè viva in una zona particolarmente disagiata ma perchè ormai il concetto di zona disagiata non ha più ragion d’essere. Se vado a comprare il pane e mi si para davanti un omone che mi guarda con lascivia e mi ostruisce il passaggio e intorno nessuno si sconvolge ma che devo fare? Se scendo dal treno e mi accorgo che c’è uno che mi segue e io devo attraversare un sottopassaggio isolato è normale che io scelga di attarversare i binari e rischiare la vita per non rischiare l’aggressione?Ho paura, e non sono la sola. E non mi sento protetta se non da me stessa e dal mio compagno. Ed è assurdo che mi debba sentire così.
è allucinante. Che noi si viva nella paura e con la paura e che non ci si senta protetti.Non credo nella massiccia presenza delle forze dell’ordine per ristabilire la tranquillità, anche perchè in più casi abbiamo visto come loro facciano di tutto per evitare di andare proprio là dove dovrebbero, vuoi per paura, vuoi per corruzione, vuoi per menefreghismo.
@rita sì c’è stato un periodo veramente terribile, alla fine mi ha anche dato la misura delle mie forze, ma oggi faccio molta attenzione e non mi avventuro troppo. questo a roma c’è sempre stato, ma quello che mi preme è dimostrare che non è con queste manovre di facciata che si risolvono i problemi@eva dai 15 ai 30 anni circa credo di non essere uscita una sola volta senza incappare in un molestatore di qualche tipo.( e calcola che come adolescente ero piuttosto piccola, ma forse per questa mia aria tranquilla attiravo di più l’attenzione) è una cultura assurda la nostra che dà agli uomini il diritto di importunare , anche solo con un complimento volgare, le ragazze. all’estero ero stupita di qanto mi sentissi più libera girando da sola…@lisa la mia esperienza in questo senso è esemplare. si muovono quando c’è la crisi, ma non viene fatto nulla per la vera prevenzione…
@rita sì c’è stato un periodo veramente terribile, alla fine mi ha anche dato la misura delle mie forze, ma oggi faccio molta attenzione e non mi avventuro troppo. questo a roma c’è sempre stato, ma quello che mi preme è dimostrare che non è con queste manovre di facciata che si risolvono i problemi@eva dai 15 ai 30 anni circa credo di non essere uscita una sola volta senza incappare in un molestatore di qualche tipo.( e calcola che come adolescente ero piuttosto piccola, ma forse per questa mia aria tranquilla attiravo di più l’attenzione) è una cultura assurda la nostra che dà agli uomini il diritto di importunare , anche solo con un complimento volgare, le ragazze. all’estero ero stupita di qanto mi sentissi più libera girando da sola…@lisa la mia esperienza in questo senso è esemplare. si muovono quando c’è la crisi, ma non viene fatto nulla per la vera prevenzione…
leggo con angoscia questo post. vivo in un paesello nella provincia veneta e nn ho paura ad uscire di sera ( ma nn è che io sia un gran pezzo di gnocca, forse nn faccio voglia a nessuno…) ma a casa abbiamo subito tanti furti con noi in casa che alla fine abbiamo messo su l’allarme, finestre blindate e cane da guardia. nn mi piace vivere in questa maniera ma nn voglio più svegliarmi e ritrovarmi la casa devastata: l’idea che siano stati a pochi cm dai miei figli mi getta nel terrore. ricordo che nella mia adolescenza dormivamo con le finestre aperte ed ero in città. che mondo x i nostri figli
Si salvi chi può. Anche da chi ci dovrebbe proteggere. Perché a volte mi viene da aver paura anche delle forze dell’ordine. Genova, e non solo, docet.Luisa
Cara Piattini come ti capisco. Per arrivare a fare una denuncia seria con qualcuno che mi ascoltasse, l’aggressione io l’ho subita davvero, e anche pesante. E anch’io, che credevo che in certe circostanze il coraggio venisse a mancare, in realtà ho gridato e solo per questa ragione non mi è successo qualcosa di ben più grave. Ci è mancato poco però…
Scusa, ero io prima… valewanda…
cara piattini, io non so più cosa pensare: siamo d’accordo tutti che qualcosa è cambiato nelle citt`e anche nei paesi. da un lato c’è la stampa che ci sguazza e alla quale giova amplificare queste notizie, dall’altra ci sono interessi politici da un lato a dire che non è vero niente, dall’altro che ci vuole l’esercito (servisse a qualcosa). e nel mezzo ci siamo noi, che ci dobbiamo vivere. poi parlo con l’amica che vive a monaco di baviera e quando torna scuote la testa guardando il degrado di milano, e giustamente si vanta di vivere in una città dove le ragazze vanno sole al cinema in metropolitana. se penso a un futuro dei miei figli, non lo vedo qui, mi spiace, ma penso a un paese civile in giro per l’europa
emily@non essere un pezzo di gnocca è anche peggio, sei più appetibile per un eventuale aggressore. l’ho imparato a mie spese come ho imparato a camminare in modo più spedito e sicuro, è una tecnica per avere meno fastidi.@luisa hai centrato il senso del post, è inutile spiegre forze se poi queste non hanno un minimo di buon senso nell’espletare il loro dovere…anche semplicemente ascoltare e rassiurare a volte può essere utile@vale in effetti davanti al pericolo uno scopre di avere molte risorse…meno male che alla fine è andata bene. devo dire che per esempio io adesso sono molto più cauta, ma ho meno paura perché so di avere coraggio..@itmom purtroppo l’esercito è andato a coprire (in modo inadeguato) una mancanza strutturale e finanziaria delle forze dell’ordine regolari.però per esempio i militari del presidio di ponte mammolo se stanno lì solo per bellezza non servono a niente, a me farebbe piacere sentire meno discorsi e vedere più volanti in giro a sorvegliare le strade (invece di proporre le ronde di quartiere, pericolosissime) e certe situazioni di degrado si combattono con una politica di lungo termine, non spostando il problema di qualche metro….
purtroppo, dico sempre tutto il mondo é parse ed é cosi’!! a nice puoi uscrire in estate e andare in centro , appena ti sposti un po’ sei in pericolo sempre, qui, non parliamone, ora piu’ che mai giorno e notte, in spagna é la stessa cosa, forse a biella é ancora vivibile, ma con la dovuta precauzione!!certo che si potrebbero veramente fare delle cose concrete, e istruire le persone ad aiutare e non a fregarsene!!
Il problema è che ormai i malintenzionati sanno che: – Per interessare alle forze dell’ordine devono farla abbastanza grossa – Se comunque arrivano a destare “interesse” è improbabile che vengano presi – Se vengono presi li aspetta un lungo processo che se non va in prescrizione durerà a lungo e solo parte dell’attesa sarà in carcere o comunque un patteggiamento con forti sconti – Se anche vengono condannati per crimini sotto i tre anni in prigione non ci finiscono comunque – Se anche da sfortunati finiscono in prigione, vuoi che non ci scappi un indulto, un amnistia o un provvedimento straordinario?A questo aggiungi l’impoverimento e il degrado culturale del paese e gli esempi che la televisione fornisce ogni giorno, e la situazione appare abbastanza ovvia.Hai perfettamente ragione, la soluzione non sta nello spostare il problema da un’altra parte, ma nelle politiche a lungo termine, nell’educare i bimbi alla legalità e alla partecipazione sociale (oltre che a guardarsi le spalle sempre e comunque!)Matteo
Molto vero, purtroppo.Quando sento i discorsi sul piano sicurezza, i militari, le forze dell’ordine.. mi chiedo chi e quando si accorgerà della loro esistenza… quando purtroppo non si è nemmeno mai visto il fantomatico vigile di quartiere!Questo mondo mi fa sempre più paura e non oso pensare a quando tra pochi anni la picci inizierà a mettere fuori il naso da sola. Sarà un incubo
@alleg ovviamente quello della sicurezza è un problema generale, la differenza sta nel come lo si affronta. in marocco poi c’è una disparità sociale che rende il tutto molto più esplosivo…@matteo non posso che essere d’accordo
e anche
@gallinavecchia le prime uscite da soli dei pargoli sono un incubo anche per me, ma ci penseremo poi
Ciao , anch’io vivo in un paesino del Veneto dove fino a qualche anno fa le persone lasciavano la chiave sulla porta (per fuori !).si dormiva in estate con tutte le finestre aperte ,senza alcuna preoccupazione. Da circa 10/15 anni tutto e’ cambiato . Si deve vivere blindati ,accompagnare i figli ovunque ,guardarsi in giro sempre .Sul giornale leggevo che hanno preso per la 64à volta due fratellini dediti alla “pulizia” delle case. Sono passati anche nella mia zona !L.
Quando avevo 12 anni, a Grottaferrata, un tipo mi seguì con la macchina, piano piano, una mano sul volante e con l’altra si masturbava. Poi scese e cercò di trascinarmi dentro. Io corsi via e mi attaccai al primo campanello che trovai. Fu una fortuna che il tipo a quel punto scappasse, perché non mi aprì nessuno. Una decina di anni dopo, all’Eur di notte, parcheggiata la macchina, mi si parò davanti un tipo in atteggiamento analogo. Decisi che non era il caso di stare in macchina tutta la notte. Presi la barra blocca sterzo e scesi. Lui mi bloccava il passaggio. Pensai: se mi tocca lo ammazzo. Non mi toccò, si fece da parte e mi lasciò passare. Io proseguii con lui alle spalle senza voltarmi indietro con l’adrenalina che mi dava alla testa.Ecco, io una paura così allucinante qui in Inghilterra non l’ho mai provata.Se c’è una cosa che non vedi mai qui sono le forze dell’ordine, eppure ci sono sempre.
Sono sconvolta anche io. Perchè non possiamo sentirci sicuri nella nostra città? Perchè veniamo sempre trattati come dei matti quando cerchiamo di essere prudenti? Ma non è mica normale questa situazione!!!!Anche Milano è peggiorata. Molto. So che adesso mi darete contro, ma qui a NY sono davvero tosti. Forse a volte troppo, siamo d’accordo. Ci sono poliziotti ovunque (che vengono rispettati e si fanno rispettare). Dopo il “Tolleranza Zero” di Giuliani, a Manhattan si gira tranquillamente per strada.Ok ok ok ci sono gli estremi e siamo tutti d’accordo che fuori Manhattan si ammazzano, ma io qui mi sento sicura. Io amo la mia Milano. Ma devono davvero far qualcosa. Vorrei potermela godere senza aver paura!
E’tremendo, tremendo non riuscire a sentirsi tutelati da coloro che dovrebbero essere li per te!Brutte cose!Troppe brutte cose in questo periodo!Donatella
E per fortuna che ci doveva pensare LUI.A me hanno rubato la borsa in maggio, sotto il nido di Niccolò.Devo dire che in questura sono stati gentilissimi e anche efficienti perchè, tramite i filmati del bancomat (mi hanno prelevato 600 euro SENZA PIN, sono riusciti a trovare il ladro, reo confesso.Però mi hanno gentilmente cosigliato di ritirare la denuncia dal momento che lui sa dove abito (e lo sa talmente bene che la notte del furto era qua sotto a guardare).E che ci vogliamo fare? Ho due bambini piccoli, vivessi da sola non avrei ritirato un bel niente, ma sai com’è…Mi hanno detto che un avvocato mi avrebbe chiamato per metterci d’accordo su un rimborso. L’hai sentito tu l’avvocato?Silvia
@anonimo tutti entono che c’è stato un cambiamento. devo dire a roma non c’è stato, la sitauzione è sempre stata uguale, quello che si vede da due anni a questa parte è un degrado generale…e molto parlare senza fare@rape è incredibile come quasi tutte le donne abbiano provato un’esperienza simile. anche io in Francia mi sentivo più sicura. sentivi che comunque c’era un apparato pubblico che lavorava per te…comunque bella tosta rape con il bloccasterzo in mano!@wwm questo conferma che comunque delle vere forze di polizia servono, e nessuno lo mette in dubbio (anche sulle strade statunitensi il controllo è maggiore, possiamo poi discutere degli eccessi, ma qui abbiamo eccessi a ribasso)@mamamgò eh sì questa è la cosa peggiore
@silvia che brutta cosa silvia!
leggendo qsto post mi son sentita fortunata perchè a 33 anni, non mi è mai capitata un’agressione…però proprio qsta estate quando sono stata a Londra con layD ci pensavo…ho girato in lungo e in largo per londra do sola, mentre lei lavorarva e nn ho mai avuto paura…a genova invece, quando ora vado in stazione la sera per tornare a casa, o quando passo in certi posti, sento il cuore che batte più forte. E non mi piace, non mi piace per nulla.
Mi sono capitate delle aggressioni, anche alla mia famiglia ne sono capitate. Si a Roma capitano spesso. Ma al di la dei solerti militari, tra i quali spero sempre che la percentuale di cretini rimanga quella della popolazione generale, certo se non si agisce in termine di prevenzione socioeconomica e psicologica eh beh. a voja a militari.Io abito nella zona dell’aggressione di ieri. Piramide – San saba. La persona responsabile dell’aggressione era un uomo molto malato. La 180 è stata una santa cosa, ma non vi è stata la minima proposta di proporre strutture sostitutive, e i pazienti tuttalpiù sono annoiatamente medicalizzati e in genere respinti, sputati. Sputati dai contesti di cura sputati dalla società, incapaci essi stessi di farsi accogliere, e la patologia è esacerbata dalla solitudine della terra di nessuno. Ma non credo che si voglia ragionare molto in questi termini. non lo ha fatto la sinistra, figuramose quest’altri.