Sono una geek, anche se non ho capito come si pronuncia

Piattins era da mesi che voleva andarci, a una girl geek dinner.
Per lei, che di fronte a un computer estraneo ha ancora problemi a capire dov’è il pulsante dell’accensione, trovarsi insieme a un nutrito gruppo di donne tecnologiche in cui mimetizzarsi facendo finta di capirci qualcosa, sembrava una bella sfida.

Per cui venerdì sera, sfidando il sonno e la timidezza, si è vestita in pendant con lo stile del sito e ha tirato fuori dall’armadio la sua giacca originale cinese.
(ora Piattins ve lo deve dire, il nome Piattinicinesi è dovuto al gioco d’equilibrio, ma la scelta della foto orientaleggiante non è totalmente casuale, perché negli ultimi anni High ha viaggiato spesso tra Hong Kong e Giappone, portandole ogni volta gadget vestimentari, lei ha fatto servizi sul sud est asiatico, FF ha imparato qualche kanji dal suo compagno di banco giapponese e Tata S., finché c’è stata, li ha abituati al saluto a mani giunte e al riso alla cantonese anche a colazione – insomma una full immersion culturale che ha lasciato qualche strascico)

La situazione nel trendissimo bar Emporio di Testaccio era molto movimentata.
Tutti bevevano, mangiavano, sorridevano.
Rigorosamente fra di loro, però.
Carica di gadget, biglietti della lotteria, e gettoni per la consumazione, Piattins ha afferrato un prosecco e nel bel mezzo di un corridoio trafficatissimo si è chiesta : “Eh mo’?”
Nessun volto noto era all’orizzonte. In più, come se non bastasse, sui rispettivi badge le persone si erano limitate a scrivere il proprio nome e cognome senza specificare per quale società o sito lavorassero.

Se una situazione di normale affollamento avrebbe già rischiato di esaurire le risorse interne della Piattina, questa andava sicuramente oltre le sue possibilità.

Per fortuna l’arrivo di Wonder, di Flavia e della gentilissima Chiara Di Loreto, una delle organizzatrici, l’hanno salvata dallo spiaggiamento sociale.

Nel corso della serata ha avuto la conferma che la rete vista dalle trentenni è un’altra cosa, che la confusione esistenziale riguarda tutte le età, che per lanciare un’attività su web ci vuole tanta pazienza (sagge parole di Luisa Carrada) e che la prossima volta è d’accordo a fare meno Pr e più sostanza, organizzando soprattutto workshop e discussioni su temi specifici, con la possibilità di sapere in anticipo chi sarà presente, in modo da collaborare tra geek.

E anche che, come dice la Carrada, sono persone timide che usano il web per fare quello che non potrebbero fare altrimenti.

Per cui Piattins ha imparato che da questo punto di vista lei è una vera geek.

E che deve smetterla di dire giiiik, perché la vera pronuncia è ghiiiiiik.

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9 Responses to “Sono una geek, anche se non ho capito come si pronuncia”

  • marzipan says:

    Mi aveva incuriosito questa cosa, ma avendo da poco appreso i primi rudimenti dell’html ho pensato bene che non fosse cosa. Se ricapita facci sapere, piattins, facciamo massa critica di semignoranti.

  • marzipan says:

    Ho detto due volte cosa, il terremoto ha lasciato segni.

  • piattinicinesi says:

    ok, marzipan, ti avverto

  • chiara diloreto says:

    mamma mia nessuno aveva mai usato un superlativo nei miei confronti!!!Anna siamo in pieno fermento come sai, quindi ogni tua considerazione sulla serata è bene accolta. Da venerdì sei una geek girl eletta!a prestochiara dl

  • VereMamme says:

    io dico, se dopo i brainstorming piattins è pronta anche per i workshop, il mondo è pronto per la rivoluzione !

  • chiara says:

    Piattinis, brainstorming, geek, workshop, AIUTO!!

  • bstevens says:

    anche io vorrei andarci, una volta! andiamoci insieme, vengo a roma apposta!! ; )

  • piattinicinesi says:

    @chiara ma è vero che sei gentilissima! e guarda che non uso facilmente i superlativi. l’idea dei workshop mi piace molto, come quella della lsta dei nomi pubblica prima della cena. aspetto con ansia il prossimo incontro!@flavia faccio brainstorming e workshop da sempre, solo che prima li chiamavo cazzeggio creativo e riunione di lavoro…:))))@bstevens ma le fanno anche a milano!!!!!!!! ma a Roma vieni quando vuoi, sarò felice di ospitarti

  • piattinicinesi says:

    @chiara nocentini non riesco a commentare sul tuo blog,ma perché???? (altro che ghiik) posso avere uan bag con la mamma senza testa? mi sento bene nella parte

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