Piattini, dopo aver riletto circa un milione di volte il suo romanzo, si è finalmente decisa a stamparlo e a mandarlo ad alcune case editrici (le più fortunate, è ovvio).
Questa operazione è stata più faticosa che dare un taglio all’allattamento di Piccolo Power, e questo è tutto dire.
Adesso, decisa a superare una volta per tutte le sue terribili insicurezze che in tempi passati l’avrebbero costretta a tenere il pesante manoscritto ben chiuso in qualche oscuro cassetto della credenza, Piattini fa un’azione inaudita.
Pubblica sul blog la scheda di presentazione del romanzo
Eccola (prima che io cambi idea)
IL MECCANICO DI AHMED
di Anna Lo Piano
Scheda di presentazione
Smail, un ragazzo tunisino, è nato storpio e ritardato. Così almeno sostengono gli altri. Ma il suo cervello matto che torna sempre sugli stessi pensieri gli permette di capire cose che agli altri sfuggono, soprattutto adesso che si ritrova invischiato in una storia più grande di lui, dalla quale dovrà trovare da solo il modo di uscire.
Il romanzo si apre con il pestaggio di Smail in un Cpt, un centro di permanenza temporanea. Steso su una barella dell’infermeria, Smail cerca di ricostruire quello che è successo. Al soldo di un’organizzazione criminale tunisina per la quale lavorava come meccanico, a quest’ora avrebbe dovuto trovarsi in un bar di Trapani gestito da un complice, e non in questo posto dove tutti ‘aspettano un’occasione per farti a pezzi e poi dire in giro che è colpa tua’.
A poco a poco i frammenti della sua vita si ricompongono. La madre, l’amico di infanzia Suhail , Ahmed che lo ha trascinato in questa storia e al quale lui è legato mani e piedi da un rapporto di venerazione, ma anche lo strano mondo del Cpt, un mondo chiuso che vive di regole proprie e che ruota intorno alla figura carismatica di un prete, Don Roberto, che nella gestione del centro alterna luci e ombre.
Fino all’epilogo finale.
Strappato a forza dalla barella per essere portato via insieme ad un altro ospite scomodo, Amadou, un medico senegalese, Smail tirerà le fila di quanto è accaduto, e le userà come redini per decidere finalmente in prima persona come affrontare gli eventi.
Con un ultimo gesto che sfida il destino del suo nome, Ismail, il sacrificato. Un gesto di coraggio ma anche di grande ottimismo nel futuro.
Altro che calendari!



ehm… si può leggere anche il primo capitolo?
1) “dare un taglio all’allattamento di…” ehm. io pure. ho deciso che lo farò il giorno in cui il poppante compirà un anno (così feci per Pik). il 12 giugno. arg..2) la presentazione mi ispira assai! ne prenoto una copia, perchè sicuramente finirà in libreria3) dovremo metterci d’accordo per il viaggio-studio-reportage in Romania. è da giorni che ci penso, da quando ho letto il tuo post. baci, notte.. B.
Wow che storia! Mi attira. Hai già un editore?
Ecco, non avevo letto l’inizio! Lo stai cercando l’editore! Bene, in bocca al lupo. Se non dovessi approdare a nulla, fammelo sapere, posso parlarne alla mia casa editrice. Sono piccoli, un po’ disorganizzati e non il non plus ultra della comunicazione ma non chiedono contributo ed offrono contratti regolari con diritti d’autore. Insomma, prova con i grandi e i medi prima. Ah dimenticavo! Se è il tuo primo romanzo mandalo assolutamente al Premio Italo Calvino. Hai tempo fino a settembre per mandarglielo.
Io sono stata finalista qualche anno fa.
dai, che vai forte!!
In bocca al lupo Piattina! per questo piatto esotico che sembra buono.Il mio cacazzi interiore suggerisce di togliere quel “ritmo incalzante” nella presentazione. Ahò numme piace. Ma trattasi di una quisquilissima e a me sembra un lavor proprio bello e adatto al momento storico, e – forse – alle cose che chiede l’editoria. Incrociamo le dita!
mi ispira, mi ispira.Brava!
la scheda è ottima, dai dai, prsto lo troveremo nelle librerie sono certa!!
Oh, sì: prenotato!
immagino che dietro a questo romanzo tu abbia dovuto fare un lavoro di documentazione non indifferente, sbaglio? mi piace, quando esce?
grazie a tutte per l’incoraggiamento e scusate se rispondo tardi ma sono stata senza rete, rischiando la crisi d’astinenza e la disperazione.e’ possibile che ricapiti…ahimé@maq ehm….sono tentata ma non so, forse è troppo osé@mammaepoi eh vai!!!!! dai che la facciamo sta’ cosa@rape grazie dei consigli. adesso do’ il ttesto ad un amico editor e vediamo che ne esce fuori. (l’ho visto che sei stata finalista
)@alleg67 grazie!!!!@zauber mi sa che hai ragione sull’incalzante…@lisa grazie lisetta@verde speriamo!@pellegrina siete più ottimiste di me
))@serial un lungo lavoro. dietro c’è molta cronaca, molta controinformazione e tanta esperienza vissuta. ma non è un libro politico “Contro” i CPT. è più sui rapporti di forza tra le persone, sulle zone d’ombra e di confine tra legalità e illegalità. il CPT è una di queste zone d’ombra.
io, che soffro di un’acutissima forma di empatia, mi chiedo come hai fatto a scrivere una storia che sembra essere molto dura e ad essere allo stesso tempo una mamma serena.
@la simo bella domanda! ci vorrebbe un post per risponderti adeguatamente…e se lo scrivessi?