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	<title>piattinicinesi &#187; creatività</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>idee creative: giocare con gli alfabeti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[idee creative]]></category>
		<category><![CDATA[leggere con i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia culturale]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[disegnare]]></category>

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		<description><![CDATA[Due mesi senza toccare una penna possono causare danni gravissimi. Davanti al foglio quadrettato, seduti sulla punta estrema di una sedia a forma di ciclicio, la b si confonde con la d, la g corsiva è un mistero, per non parlare della f maiuscola. Insomma, un disastro.
Per chi ha imparato a leggere ormai da troppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Arabictha.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" title="Arabictha" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Arabictha.png" alt="" width="180" height="139" /></a>Due mesi senza toccare una penna possono causare danni gravissimi. Davanti al foglio quadrettato, seduti sulla punta estrema di una sedia a forma di ciclicio, la <strong>b</strong> si confonde con la <strong>d</strong>, la <strong>g</strong> corsiva è un mistero, per non parlare della <strong>f</strong> maiuscola. Insomma, un disastro.</p>
<p>Per chi ha imparato a leggere ormai da troppi anni, non è facile ricordarsi di quel senso di vuoto, di quello sforzo di decifrazione costante, della pesantezza della mano che non sa se andare a destra o a sinistra.</p>
<p>Mi sono venuti in mente allora i miei primi tentativi di scrivere l&#8217;arabo, il senso di sconforto che mi prende ogni volta che ricomincio a leggerlo dopo settimane di astinenza. E sono andata a cercarmi il vecchio abbecedario, quello che mi ha regalato l&#8217;imam egiziano della moschea di Roma, quando la moschea stava ancora a via di Parione, e lui mi faceva sillabare le lettere come fanno i bambini dei villaggi.<span id="more-1754"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition014.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1787" title="composition014" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition014-e1283965617288-1024x756.jpg" alt="" width="502" height="370" /></a></p>
<p>E cercando cercando ho trovato anche un libretto delizioso che ho comprato l&#8217;anno scorso. E&#8217; un libro uscito in occasione del Festival della Letteratura di Mantova del 2008, e si chiama <strong>Follie di lettere</strong>.  In questo libro sono raccolte  insieme le creazioni dei bambini italiani che hanno partecipato ai laboratori sulle lettere arabe <em>Dammi una lettera che ti faccio un disegno </em>al Festivaletteratura di Mantova 2008, e i lavori sulle lettere latine realizzate dai bambini libanesi durante i laboratori organizzati dall’associazione ASSABIL presso le biblioteche pubbliche di Beirut.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Istantanea-2010-09-08-10-34-50.tiff"><img class="aligncenter size-full wp-image-1765" title="Istantanea 2010-09-08 10-34-50" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Istantanea-2010-09-08-10-34-50.tiff" alt="" /></a><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition0071.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1766" title="composition007" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition0071-1024x668.jpg" alt="" width="430" height="281" /></a></p>
<p>E&#8217; bellissimo vedere come l&#8217;immaginazione può vedere forme inedite nelle letere dei due alfabeti, che sono linee, e segni, quando non vi si atribuisce a priori alcun significato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition0081.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1768" title="composition008" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition0081-e1283935323267-1024x741.jpg" alt="" width="430" height="311" /></a></p>
<p>Mi sembra che possa essere una bellissima idea da riproporre in classe (o a casa) per un mini laboratorio interculturale, o &#8220;semplicemente&#8221; per prendere confidenza con le lettere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition010.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1769" title="composition010" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/composition010-e1283935437184-1024x682.jpg" alt="" width="430" height="286" /></a></p>
<p>E siccome i creativi vedono coincidenze ovunque, ieri sera, nel mio consueto giro su <a href="http://www.coolhunting.com/design/japanese-toys.php">coolhunting</a>, guardate cosa ho trovato</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/charactertoys-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1753" title="charactertoys-1" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/charactertoys-1.jpg" alt="" width="446" height="243" /></a></p>
<p>E adesso come resisto alla tentazione di trasformare i <strong>Kanji </strong>in terribili creature?</p>
<p>Questo post partecipa al<br />
<a href="http://genitoricrescono.com/blogstorming"> blogstorming</a></p>
<p><a href="http://genitoricrescono.com"><img src="http://genitoricrescono.com/blogstorming_banner_small.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>La teoria piattinesca della creatività</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 12:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[La Piattina l&#8217;aveva detto che avrebbe affrontato il capitolo creatività, prima o poi.
Perché tra maternità e vita di coppia, tra problemi scolastici e precariato, tra politica e salute, spesso ci dimentichiamo di una parte essenziale della nostra vita, che è il pensiero creativo.
E vi prego di non alzare la mano e rispondere acidi: “Io creativo? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Piattina <a href="//www.veremamme.it/mamamablog/2009/2/11/medea-un-mito-sempre-attuale.html">l&#8217;aveva detto</a> che avrebbe affrontato il capitolo creatività, prima o poi.<img class="alignleft size-medium wp-image-835" title="3516790780_6a67037ebc" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2009/02/3516790780_6a67037ebc-300x199.jpg" alt="3516790780_6a67037ebc" width="300" height="199" /></p>
<p>Perché tra maternità e vita di coppia, tra problemi scolastici e precariato, tra politica e salute, spesso ci dimentichiamo di una parte essenziale della nostra vita, che è il pensiero creativo.<br />
E vi prego di non alzare la mano e rispondere acidi: “Io creativo? Ci sarai” come se fosse un’offesa.<br />
Non trinceratevi per favore dietro la formazione scientifica, lo spirito razionale e il siliconamento ai vostri rituali mantrici che se vi cambiano l’orario della colazione non reggete il peso della giornata.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">La teoria Piattinesca è : creatività per tutti, ognuno a modo suo</span>.<br />
E ora cercherà di dimostrarvelo<span id="more-489"></span></p>
<p>Le radici della creatività piattinesca  affondano addirittura nell’infanzia, quando papà Piattins, archiviate le brutture lavorative, metteva in mano ai suoi figli  pennelli e colori a olio e seppelliva la sua primogenita sotto caterve di libri.<br />
Mentre la Piattina si consumava gli occhi sulla biografia di Cagliostro o su quella di Pippi Calzelunghe, mamma Piattins cuciva e ricuciva vestiti, sferruzzava maglie, e abbelliva la casa con una serie di oggetti prodotti dagli assemblaggi più eterogenei, dalle conchiglie alle mollette da bucato.<br />
Erano altri anni, si sa, anni di austherity e creatività forzata.</p>
<p>Ma tanto bastò perché al momento di scegliere la propria strada lavorativa, i fratelli Piattins optassero per il versante artistico della vita.</p>
<p>Ora tale versante, se pur piacevole, colorato e fantasioso, è dei più scoscesi.<br />
Inoltre, come ben sanno sorellartistica, fratelloartistico e tutti gli amiciartistici  che la Piattina ha avuto l’onore di conoscere nel corso della sua ormai lunga vita, il cammino che porta dall’esprimere allegramente e gratuitamente  la propria vena creativa all’essere pagati per farlo, è un cammino arduo e sdrucciolevole, che va affrontato passo dopo passo con la cieca determinazione di un pastore abruzzese, la dentatura affilata di un piranha, la malleabilità di un pitone e solide e rinforzate mutande di ferro di ottima qualità.<br />
Il che scoraggia più d’uno.<br />
Se a questo aggiungete la poca considerazione della società, e la solitudine forzata dell’artista a tu per tu con il foglio bianco, lo strumento sulla spalla e la sala del teatro vuota, capirete che il talento non è tutto, ci vuole determinazione, ma anche una certa stabilità mentale.</p>
<p>Confessa Orhan Pamuk nel libro &#8220;Altri colori &#8221; che lui è diventato scrittore perché cercava una scusa per passare i suo tempo da solo in una stanza.<br />
La Piattina non inorridisce di fronte a tale ammissione, anzi, la condivide. Lei capisce perfettamente l’intimo piacere di ritrovarsi nello spazio libero del proprio pensiero che crea mondi, personaggi, storie infinite del possibile, senza interruzioni, scompigli, disturbi.<br />
E’ una condizione che ha ricercato strenuamente negli anni della redazione del malefico, strappando brandelli di tempo ai fine settimana, alle vacanze, agli affetti, pur di rimanere in quello stato limbico e bellissimo della creazione.</p>
<p>Però la Piattina è consapevole anche del fatto che lei quello stato lo ha anche respinto, quando era troppo a portata di mano.</p>
<p>E invece, dopo anni di creatività latente, ha ricominciato a scrivere durante la seconda gravidanza.</p>
<p>Un caso? Gli esegeti più attenti sono portati a credere il contrario.</p>
<p>La Piattina ha sempre avuto la tendenza a perdersi un po’ troppo nei suoi pensieri.<br />
E’ il tipo che per guardare in alto sbatte contro un palo, per intenderci, e dopo un po’ fatica a distinguere la realtà dalla fantasia.<br />
Mutande di ferro ma anche stabilità mentale, dicevo.<br />
E mettere al mondo due figli è sicuramente una buona ragione per non perdere di vista la realtà, e rimanere con i piedi per terra.</p>
<p>Sempre Pamuk dice che a fine giornata lui lascia la sua stanza, si immerge nei colori di Istanbul e torna a casa a giocare con sua figlia. Questo gli dà il senso della sua normalità.</p>
<p>E ciò dimostra una volta per tutte chela Piattina e Pamuk, se tralasciamo il Nobel, hanno molti punti in comune.</p>
<p>Ma ora voi direte, perché Piattins fai questo discorso? Dove vuoi andare  a parare?<br />
Avete ragione, e adesso ve lo dico.</p>
<p>Intanto la Piattina fa questo discorso soprattutto a se stessa, perché si è fatta un esame di coscienza e si è resa conto che tutto sommato il fatto che lei venga continuamente interrotta mentre scrive, che si riduca a produrre le cose migliori tra le due e le tre del mattino, che vada in giro come uno zombie e che senza il sottofondo di scooby doo non le venga in mente nulla di sensato ha in fondo i suoi lati positivi.</p>
<p>In questo modo, per esempio,  non rischia di diventare un’artista maledetta.</p>
<p>Fa questo discorso a se stessa in vista della futura pubblicazione del suo romanzo e dell’avvio del seguente, riflettendo sull’opportunità di rimandare a momenti migliori tale progetto (l’idea di restare di nuovo chiusa in una stanza le fa un po’ paura), e magari concentrarsi su cose più alla sua portata, da fare anche in compagnia(quanto le manca in questo senso il lavoro di produzione!)</p>
<p>Fa questo discorso perché ha notato che la creatività può anche prendere strade inedite, se le si chiudono quelle più evidenti. Per cui una scrittrice dalla tendenza torbida e drammatica può scoprirsi comica, e provarne piacere.</p>
<p>Fa questo discorso perché ritiene che il mondo sia pieno di persone creative, che però fanno fatica ad ammetterlo.</p>
<p>L’altro giorno una mamma nella palestra del basket passava il tempo ricamando.<br />
La Piattina si è avvicinata, e le ha fatto un complimento.<br />
La mamma ha minimizzato “A casa dicono che non serve a niente”<br />
La Piattina ha avuto un moto di rabbia, neanche troppo interno, e le ha fornito immantinente una lista di siti mammeschi sul web di donne che creano e che hanno la stupenda faccia tosta di pubblicare e condividere le proprie creazioni e, udite, udite, anche di provare a farne un’occupazione retribuita.</p>
<p>Insomma, secondo la teoria piattinesca  la creatività vuol dire saper assemblare elementi disparati per farne qualcosa di bello, andare al di là delle apparenze, avere il coraggio di osare, arrangiarsi con quello che si ha, fare paragoni sconvolgenti, raccontarsi la propria vita come se fosse un romanzo, perdersi nei vicoli delle possibilità, immedesimarsi negli altri.<br />
Essere creativi è anche reinventarsi un lavoro, metter insieme il pranzo con la cena provandoci ogni volta un gusto nuovo ( invece di  abbattersi con un sofficino),  trovare il tono giusto per fare pace con qualcuno, inventare un gioco da fare con i bambini in un pomeriggio di pioggia e tosse catarrale, vestirsi con poca spesa, sapersi divertire, e immaginare sempre che ci sia un futuro migliore.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Creatività per tutti:ognuno a modo suo.<br />
(senza dimenticare lo sguardo del pastore abruzzese, i denti da piranha e soprattutto le mutande di ferro)<br />
</span><br />
Vi ho convinto?<br />
Spero di sì</p>
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		<title>Creativi: istruzioni per l’uso</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 22:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[figlio filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Highlander]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno che vi capiterà di condividere parte della vostra vita con una persona creativa, vi avverto: saranno tempi duri.
Che si tratti di una stanza al lavoro o peggio della camera da letto il creativo è un essere pernicioso e ingombrante, con picchi umorali estremi e sempre lontanissimi dalla media del genere umano normale.
Il creativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno che vi capiterà di condividere parte della vostra vita con una persona creativa, vi avverto: saranno tempi duri.<br />
Che si tratti di una stanza al lavoro o peggio della camera da letto il creativo è un essere pernicioso e ingombrante, con picchi umorali estremi e sempre lontanissimi dalla media del genere umano normale.<br />
Il creativo letterario poi è il più subdolo, perché pretende di convincervi che sta lavorando anche quando è evidente che fissa lo schermo del computer in maniera del tutto ebete, o peggio apre il frigorifero e contempla la bottiglia del latte come se fosse un’epifania dello spirito.<span id="more-468"></span><br />
Il creativo ha un impatto ambientale enorme. Spreca energia, carta e tempo.<br />
Ma se glielo fate notare, vi inveirà contro rimproverandovi di averlo disturbato proprio nel mezzo di un pensiero che stava per fissare nella mente e voi glielo avete impedito.<br />
Il creativo è insopportabile sia quando crea che quando non crea.<br />
Quando crea batte compulsivamente sui tasti del computer, ridendo da solo, o piangendo da solo, ma sempre solo.<br />
Quando non crea ha punte di isterismo, dice che si sente soffocare dalla propria creatività e vi rimprovera di averlo lasciato solo.<br />
Insomma il creativo è felice solo quando è finalmente soddisfatto di quello che ha scritto.<br />
Ovvero per circa mezz’ora, poi ricomincia.</p>
<p>Con tutto l’amore possibile a High, che la sopporta ormai da 19 anni, e a suo figlio grande, che oggi le ha annunciato di voler diventare uno scrittore, dopo uno sfogo ululante di 15 minuti sulla difficoltà di trovare un trama decente per il suo  testo narrativo descrittivo.</p>
<p>Che le muse ci proteggano, e i vicini ci sopportino!</p>
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		<title>approcci creativi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 09:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ma come non lo conosci?&#8221;
&#8220;No, veramente, no&#8230;&#8221;
&#8220;E invece dovresti. Ecco, ti faccio vedere www.titrovoioillavoro.com. Ci sono tutti gli annunci per i creativi&#8230;&#8221;
Così  la collega M. qualche mese fa, ha edotto Piattini sulla ricerca di lavoro online per l&#8217;audiovisivo.
Da allora Piattini riceve regolarmente una newsletter piena di offerte di lavoro interessantissime e molto trendy.
Questa settimana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;">&#8220;Ma come non lo conosci?&#8221;<br />
&#8220;No, veramente, no&#8230;&#8221;<br />
&#8220;E invece dovresti. Ecco, ti faccio vedere www.titrovoioillavoro.com. Ci sono tutti gli annunci per i creativi&#8230;&#8221;<span id="more-389"></span></p>
<p>Così  la collega M. qualche mese fa, ha edotto Piattini sulla ricerca di lavoro online per l&#8217;audiovisivo.<br />
Da allora Piattini riceve regolarmente una newsletter piena di offerte di lavoro interessantissime e molto trendy.<br />
Questa settimana risponderà a tre annunci.<br />
Il primo propone una fantastica e larga scrivania in un loft creativo a San Lorenzo, per 500 euro al mese. L&#8217;unico problema è che non è che te li offrono, i 500 euro, ma li devi pagare tu. Ma chissà, poi magari col tempo&#8230;<br />
Il secondo propone un simpatico incarico di moderatore di forum. Per qualche strana ragione, però,  il lavoro si svolge nottetempo nella sede dell&#8217;agenzia. Ora, non è che Piattini abbia voglia di perdere altre preziose ore di sonno, ma ha deciso di girare l&#8217;offerta a un paio di amiche in odore di adulterio, in modo che abbiano una scusa eccellente per uscire di casa dopo le 9 di sera. (la storia delle sigarette volgeva ormai al suo termine)<br />
Sul terzo annuncio ha ancora qualche dubbio.<br />
Il lavoro, infatti, si rivolge a persone disposte ad approcci laterali e creativi.<br />
Piattini si sente molto creativa in questo periodo, ma è l&#8217;approccio laterale che la lascia un po&#8217; perplessa. In questi casi teme sempre che dall&#8217;approccio laterale si scivoli in qualche dietrologia combinatoria.</p>
<p>Ma forse è lei che è la solita malfidata.</p></div>
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		<title>mobbing creativo</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mobbing]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a qualche settimana fa ogni giornata di lavoro era una nuova sorpresa. Sbarcavo dall&#8217;autobus esibendo una camminata ancora instabile (un&#8217;ora e un quarto di tragitto sul 60 e&#8217; un po&#8217; come fare Napoli Ischia col mare grosso),  mi rifocillavo con un caffe&#8217; e poi di corsa in ufficio, alla mia comoda scrivania pre-ikea. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a qualche settimana fa ogni giornata di lavoro era una nuova sorpresa. Sbarcavo dall&#8217;autobus esibendo una camminata ancora instabile (un&#8217;ora e un quarto di tragitto sul 60 e&#8217; un po&#8217; come fare Napoli Ischia col mare grosso),  mi rifocillavo con un caffe&#8217; e poi di corsa in ufficio, alla mia comoda scrivania pre-ikea. Il quarto d&#8217;ora necessario a fare avviare il computer (sono modelli anti stress) mi consentiva di fare il giro delle stanze e salutare i colleghi, oppure di andarmi a pettinare in bagno se le operazioni di risveglio e accompagnamento dei bimbi a scuola erano state particolarmente dure. Poi aprivo la posta, controllavo a quante mostre, presentazioni di libri, di film, convegni, eventi vari <strong>non</strong> avrei preso parte. (La sera la mamma lavoratrice la passa a casa a scontare le colpe della giornata). Pensavo ai nuovi servizi, ne organizzavo qualcuno e il tempo scorreva serenamente.<br />
Dopo circa mezz&#8217;ora arrivava la NOTIZIA.<br />
Quella che avrebbe deciso le sorti dell&#8217;intera giornata, quella che avrebbe fatto fibrillare tutti e ci avrebbe tenuto col fiato sospeso non perche&#8217; importante (il concetto di importante, nel mondo del giornalismo, e&#8217; molto relativo) ma perchè avrebbe deciso il livello delle nostre quotazioni presso l&#8217;amatissimo direttore nelle 24 ore successive.<br />
Da qualche tempo le mie azioni seguono l&#8217;andamento del tasso di crescita del Paese, e cio&#8217; non e&#8217; molto incoraggiante.<br />
L&#8217;azienda non prende decisioni sul settore di cui mi occupo, ma lo tiene in sospeso, e tiene in sospeso anche me. Vengo al lavoro ma non so bene cosa fare, e le sorprese sono sempre piu&#8217; rare.<br />
Ho passato dei brutti momenti. In questi casi l&#8217;azienda si comporta come qualcuno che ti fa uno sgarbo e poi per imbarazzo evita di incontrarti. Poi dopo lo sconforto (come faro&#8217;, tra poco mi scade il contratto, ho già 40 anni, chi mi vuole con due figli, e se mi ammalo&#8230;.) subentrano le strategie di sopravvivenza. La prima, cercare un nuovo lavoro, la seconda, impiegare il tempo libero a disposizione per fare altro. Per fortuna ho il mio computer antistress, e la mia creatività ha raggiunto livelli inauditi.</p>
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