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	<title>piattinicinesi &#187; elezioni</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Primarie e mollette</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ma tu che fai, voti?
Questo chiedeva Piattins a tutti i potenziali elettori di sinistra negli ultimi giorni.
Le risposte erano svariate, ma tra queste nessuna sembrava comunicare entusiasmo, speranza nel futuro e fiducia nella classe politica attuale.
La stessa atmosfera l&#8217;ha ritrovata ieri mattina davanti al gazebo del suo quartiere.
&#8220;ahò me stanno a dì che non posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_PF5KRh_olqw/SuVlNEal4xI/AAAAAAAAASc/PDvZBcRQcoE/s1600-h/ci_tengo84992_img.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396831003671388946" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 223px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PF5KRh_olqw/SuVlNEal4xI/AAAAAAAAASc/PDvZBcRQcoE/s320/ci_tengo84992_img.png" border="0" alt="" /></a><br />
<span style="font-style: italic;">Ma tu che fai, voti?</span></p>
<p>Questo chiedeva Piattins a tutti i potenziali elettori di sinistra negli ultimi giorni.</p>
<p>Le risposte erano svariate, ma tra queste nessuna sembrava comunicare entusiasmo, speranza nel futuro e fiducia nella classe politica attuale.</p>
<p>La stessa atmosfera l&#8217;ha ritrovata ieri mattina davanti al gazebo del suo quartiere.</p>
<p><span style="font-style: italic;">&#8220;ahò me stanno a dì che non posso votà perchè nun c&#8217;ho la tessera dietro, ma che te frega de la tessera?famme votà no? che c&#8217;ho diritto&#8230;&#8221;</span><br />
<span style="font-style: italic;">&#8220;speriamo bene&#8230;.&#8221;</span> <span style="font-style: italic;">&#8220;speriamo soprattutto che si decidano a fare opposizione sul serio&#8221;</span> <span style="font-style: italic;">&#8220;e poi pure questa cosa de Marrazzo&#8230;..&#8221;</span></p>
<p>Il malumore serpeggiava funesto tra i votanti, eppure erano là, persone di tutte le età, in fila ordinata per votare.</p>
<p>E sì perchè c&#8217;era la fila.<span id="more-1184"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Votate se vi riconoscete negli ideali del PD</span> c&#8217;era scritto sul manifesto.</p>
<p>E Piattins si è chiesta quante di quelle persone che erano in fila davvero si riconoscevano nel PD.<br />
Se lei si riconosceva nel PD.<br />
Se era davvero possibile riconoscersi  in un partito che stenta a riconoscersi da solo.</p>
<p>Dai discorsi Piattins ha capito che in fila c&#8217;erano  persone che avevano quasi perso la fiducia ma che rimanevano  ferocemente aggrappate a quel quasi, e che non avevano nessuna voglia di rinunciare a dire la loro, se ne avevano l&#8217;occasione.</p>
<p>Persone che avrebbero voluto fare qualcosa, che magari stavano già facendo qualcosa, da soli, come liberi e privati cittadini.</p>
<p>E che più che riconoscersi nel partito, avrebbero voluto che il partito si riconoscesse in loro.</p>
<p>Piattins si è chiesta per l&#8217;ultima volta se era davvero il caso di votare, o se non sarebbe stato meglio, per dire, andarsi a prendere un caffé.</p>
<p>Poi sul tavolo ha visto i gadget.</p>
<p>Delle magnifiche mollettine verdi da bucato.</p>
<p>Perchè i <span style="font-style: italic;">communication strategists</span> del PD la comunicazione la fanno proprio bene, e il messaggio arriva.</p>
<p>La molletta da bucato</p>
<p>la cara vecchia molletta che a ogni appuntamento elettorale</p>
<p>risulta assai utile</p>
<p>per tapparsi il naso.</p>
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		<title>l&#039;elettrice di sinistra the day after</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 07:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;elettrice di sinistra la mattina dopo le elezioni si sveglia intontita a causa della sbornia che si è presa la sera prima (due bicchieri di birra bastano ad atterrarla). Ha già fatto mentalmente la lista dei possibili paesi dove potrebbe andare  a vivere, è felice di avere la parabola per ascoltare le notizie da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elettrice di sinistra la mattina dopo le elezioni si sveglia intontita a causa della sbornia che si è presa la sera prima (due bicchieri di birra bastano ad atterrarla). Ha già fatto mentalmente la lista dei possibili paesi dove potrebbe andare  a vivere, è felice di avere la parabola per ascoltare le notizie da canali non italiani (e quindi per avere notizie). Ce l&#8217;ha a morte con i suoi connazionali. Ce l&#8217;ha ancora di più con quelli che hanno votato lega, perchè non le piacciono i voti di rabbia.  Ce l&#8217;ha soprattutto con la sinistra, per aver fatto tanti disastri. Poi si mette al computer e fa un giro di blog, e si accorge che in molti sono disperati come lei. Allora pensa che qualcosa si può ancora salvare, che una forma di espressione libera ci è rimasta, e decide che non smetterà di lottare. L&#8217;elettrice di sinistra è proprio una vispa teresa.</p>
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		<title>l&#039;elettrice di sinistra</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 16:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;elettrice di sinistra la domenica del voto si sveglia un po&#8217; nervosa.
Prepara un caffé, il latte per i bambini, si fa un toast e guarda fuori. Il tempo è incerto e il futuro pure, pensa.
Vorrebbe lanciarsi nella giornata: doccia, shampoo, passeggiata al mercato e poi via, a votare. Invece rimane in pigiama, lei che odia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elettrice di sinistra la domenica del voto si sveglia un po&#8217; nervosa.<br />
Prepara un caffé, il latte per i bambini, si fa un toast e guarda fuori. Il tempo è incerto e il futuro pure, pensa.<br />
Vorrebbe lanciarsi nella giornata: doccia, shampoo, passeggiata al mercato e poi via, a votare. Invece rimane in pigiama, lei che odia il pigiama dentro casa. Accampa scuse, inventa malesseri.<br />
Arriva a mezzogiorno senza aver combinato molto.<br />
Uno sguardo ai sondaggi sul web le conferma che l&#8217;affluenza è in flessione. Una flessione del 2%. Sordidamente si augura che le astensioni siano soprattutto a destra. &#8220;Qualunquisti&#8221; pensa, e il risorgere dell&#8217;antico pregiudizio  le fa capire che sotto la cenere un po&#8217; di brace dell&#8217;antico fuoco politico è ancora lì.<br />
Allora si riscuote ed esce di casa.<br />
Mentre scende le scale l&#8217;elettrice di sinistra pensa che appena qualche mese prima aveva giurato a se stessa &#8221; non voterò mai più&#8221;, ma lo sa che certi giuramenti sono come i buoni propositi di capodanno. A distanza di 40 anni non si è ancora messa a dieta né tantomeno va in palestra regolarmente. L&#8217;elettrice di sinistra è consapevole che a volte bisogna votare il meno peggio e tapparsi il naso. Poi pensa che è da quando aveva 18 anni che si tappa almeno una narice, tranne l&#8217;anno che ha votato per i verdi. Evidentemente non sapeva che di lì a qualche lustro i verdi avrebbero prodotto Pecoraro Scanio. L&#8217;elettrice di sinistra pensa che l&#8217;ultima volta che ha votato aveva fatto il giochino &#8220;vedi a chi sei vicino&#8221; ed era risultata Rifondazione Comunista. Ora l&#8217;ha rifatto ed è risultata vicino alla lista Di Pietro e ai Socialisti. Delle due l&#8217;una. O si sono spostati loro, o si è spostata lei. Ma quando? Devono essere loro, perchè si ricorda distintamente che nel 90 all&#8217;università gridava &#8220;chi non salta è socialista&#8221; e da allora si sente la stessa, a parte il fatto che se saltasse adesso farebbe muovere molta più ciccia.<br />
All&#8217;elettrice sembra di credere sempre negli stessi valori. Vuole giustizia sociale, progresso, cultura, una presa di posizione forte sui temi ambientali, il rispetto dei diritti dell&#8217;uomo e la difesa della legalità. Quando lo dice guardandosi intorno, l&#8217;elettrice si sente veramente una vispa teresa dell&#8217;attualità.<br />
All&#8217;elettrice non è andato giù che il PD abbia scelto la &#8220;sua &#8221; Mafalda come simbolo del partito.<br />
Ritiene perlomeno curioso che la donna più in gamba e rappresentativa sia Vladimir Luxuria, del quale lei tra l&#8217;altro si era invaghita all&#8217;università sentendolo recitare poesie di Keats.<br />
Lei, che si occupa di mondo arabo da una vita, non si spiega come mai uno schieramento che si definisce laico faccia fuggire a gambe levate i musulmani che si definiscono moderati.<br />
Ritiene che i dico siano una priorità meno prioritaria del fatto che molti non arrivano a fine mese, i ragazzi laureati sono trattati come carne da macello, le donne decidono di rimanere a casa e l&#8217;analfabetismo di ritorno impera. L&#8217;Obama dei Parioli dice che ce la possono fare. Lei spera. Se Roma ha più cinema e finalmente l&#8217;auditorium ha anche il centro commerciale più grande d&#8217;europa proprio dietro casa sua, e centinaia di ettari di terreno invasi dal cemento senza strade, senza autobus, senza scuole, senza niente. Lei spera.<br />
Aggrappata all&#8217;esile speranza del meno peggio, del sempre meglio di, entra nella scuola elementare, trasformata per l&#8217;occasione in seggio. Muri scrostati, odore di vecchio.<br />
Sui manifesti i faccioni di Tex Willer Veltroni, Rutellone Sordi e il fratello di Montalbano. Allora d&#8217;un tratto ha un &#8216;illuminazione. Capisce che non la deve prendere sul personale.<br />
Che la politica in fondo è una <span style="font-style:italic;">ficscion, </span>niente di più<span style="font-style:italic;">. </span>Finalmente consapevole, scuote i capelli, si rifà il trucco ed entra a votare, pronta per la parte.</p>
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