<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>piattinicinesi &#187; lavoro</title>
	<atom:link href="http://www.piattinicinesi.com/tag/lavoro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.piattinicinesi.com</link>
	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 14:55:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Scurdammoce o&#8217; passato</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/scurdammoce-o-passato/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/scurdammoce-o-passato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 11:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[media power]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere è il mio mestiere (forse)]]></category>
		<category><![CDATA[bloggermom]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[playlist]]></category>
		<category><![CDATA[rainews24]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=2074</guid>
		<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa se qualche volta avevo tempo di guardarmi indietro, mi sembrava di vedere una vita fatta di blocchi, ognuno dei quali inscatolato e messo sotto naftalina, come avviene per i vestiti smessi, o fuori stagione.
Scatole dell&#8217;infanzia, del liceo, degli anni a Parigi, di quelli all&#8217;Università, di cui avevo tenuto fuori, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a qualche anno fa se qualche volta avevo tempo di guardarmi indietro, mi sembrava di vedere una vita fatta di blocchi, ognuno dei quali inscatolato e messo sotto naftalina, come avviene per i vestiti smessi, o fuori stagione.</p>
<p>Scatole dell&#8217;infanzia, del liceo, degli anni a Parigi, di quelli all&#8217;Università, di cui avevo tenuto fuori, per tutti i giorni, solo pochi elementi essenziali.  Poi non so cosa sia successo, ma a un certo punto le scatole si sono aperte, e pezzi di passato sono saltati fuori allegri ed entusiasti. Io, devo dire, di saltelli ne ho fatti pochi, che mi è sembrato di avere appese due zavorre alle caviglie (e non era la solita ciccia).</p>
<p>Passi infatti rivedere la tua maestra delle elementari che accompagna i nipoti a scuola, passi che Giovanni adesso sia in classe con il figlio del compagno di banco di mio fratello, (e che entrambi i bambini ti chiedano di vedere le vecchie foto) passi anche incontrare per caso al tavolo accanto della pizzeria trasteverina il tuo professore di Parigi (in vacanza per caso a Roma) che ti chiede come hai messo a frutto il tuo master. (ma che è , un incubo?) Ma come la mettiamo con il folletto del tempo che ti riporta indietro di 20 anni (proprio fisicamente, con sensazioni e tutto) e ti chiede se hai fatto bene a sposare l&#8217;uomo che hai accanto adesso, invece di sposare l&#8217;altro? Sono botte, vi assicuro, come farsi una traversata in gommone col mare grosso. Si sta male, si vomita e poi forse <em>inshallah</em> si tocca terra . (E comunque vi risparmio la suspense: sì ho fatto bene).</p>
<p>Malgrado queste premesse quando qualche settimana fa Sabrina di <a href="http://www.vivere-semplice.org/">vivere-semplice</a> mi ha mandato un messaggio chiedendomi se mi sarebbe piaciuto partecipare a una trasmissione sulle mammeblogger (si va be&#8217; lo so che l&#8217;argomento è sempre quello, ma per l&#8217;allevamento delle trote ci stiamo organizzando) a Rainews 24 ho detto di sì. Perché sette anni fa, l&#8217;ultimo giorno di lavoro, con Giovanni nel pancione e un senso di liberazione nel tornare a casa, avevo giurato a me stessa che lì dentro ci sarei tornata solo come ospite per qualcosa che avevo fatto (e possibilmente qualcosa di legale, avevo specificato, perché con i desideri è meglio essere precisi).</p>
<p>Detto fatto. Non era divertente? Solo che  i vecchi lavori finiti male a volte sono peggio di certi amori finiti male.</p>
<p>Per cui ieri pomeriggio, prima di andare a Saxa (ingresso 2, come un tempo, stessa palazzina), mi è preso un attacco di colite come non ne avevo da anni.</p>
<p>Mi sono ricordata che dal mio primo giorno di tesserino Rai erano passati 10 anni esatti. Una vita. Ho rivissuto i turni di notte, l&#8217;assenza di Federico (che non ho visto per quasi un mese di seguito), gli sfoghi nella saletta della simultanea, le risate,  le arrabbiature, le lezioni di tecnica televisiva e gossip nella sala analogica, la passione, il giorno che ci siamo piantati davanti al caporedattore per dirgli che volevamo fare gli speciali sull&#8217;Iraq, e chissenefregava se in teoria lì c&#8217;era solo postproduzione. Le promesse, le promesse non mantenute, i raccomandati, la fatica, il giorno in cui mi hanno detto &#8220;fai così bene questo lavoro che non ti faremo mai fare altro&#8221;, il giorno che mi hai detto &#8220;vattene da qua, perché per te sarà una prigione&#8221; e io ho seguito il tuo consiglio, perché a me le prigioni, fisiche e mentali, non sono mai piaciute.</p>
<p>Ieri sera, però, quando sono arrivata, ero insieme alle altre, ( Sabrina, <a href="http://machedavvero.blogspot.com/">Wonder</a> e <a href="http://www.veremamme.it/">Flavia</a>, mica poco) e ridevamo. E abbiamo riso tutto il tempo mentre sbirciavo corridoi e persone che erano tutti diversi. Il tempo era passato e aveva scavato un solco tra adesso e la vita di prima.</p>
<p>Che le decisioni non sono mai giuste in assoluto, ma se non avessi avuto il coraggio di mollare allora non avrei fatto tante cose, non avrei scoperto cosa ero capace di fare, cosa per me è importante e cosa no.</p>
<p>Quando il passato ritorna, va bene solo se diventa presente, altrimenti è meglio che rimanga lì dov&#8217;è.</p>
<p>Perché a guardarsi troppo indietro, si rischia di fare come Orfeo, o Lot, o <a href="http://www.veremamme.it/2009/01/sfelix-mac-depress-yesterday-blu-mood/" target="_blank">Sfelix Mac Depress</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/scurdammoce-o-passato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>lavorare da casa: le mail collettive</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-le-mail-collettive/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-le-mail-collettive/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 08:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da casa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=1599</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è un aspetto del lavoro in ufficio che in genere pesa più di tutti: le riunioni. Di solito convocate a metà pomeriggio, a ridosso dell&#8217;orario in cui uno fa conto di uscire. E, come recita la seconda regola della &#8220;Teoria della riunione&#8221;, più hai necessità di uscire, più la riunione si protrae. (Si protrae inutilmente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Too_Much_Mail.jpeg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1819" title="Too_Much_Mail.jpeg" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/09/Too_Much_Mail.jpeg-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>C&#8217;è un aspetto del lavoro in ufficio che in genere pesa più di tutti: le riunioni. Di solito convocate a metà pomeriggio, a ridosso dell&#8217;orario in cui uno fa conto di uscire. E, come recita la seconda regola della <strong>&#8220;Teoria della riunione&#8221;</strong>, più hai necessità di uscire, più la riunione si protrae. (Si protrae inutilmente, è ovvio,  ma questo va da sé).</p>
<p>La lavoratrice che passi dalla modalità ufficio forzato agli arresti domiciliari si libera automaticamente da questa iattura.</p>
<p>Scambia battute con gli ex colleghi costretti ad ascoltare interminabili presentazioni power point, esibizioni narcisistiche dei supercapi e dimostrazioni di rancore non sopito tra vicini di scrivania, e intanto gongola.</p>
<p>Nelle ultime settimane ha subito solo una mini riunione su skype. Un quarto d&#8217;ora solo voce (così non devi truccarti) è ancora sopportabile, e poi al limite puoi sempre dire che hai perso la connessione.</p>
<p>Ma il gongolamento dura fino al primo scambio di mail. Non quelle normali, tipo hai fatto questo, mi servirebbe quest&#8217;altro, come va e che hai fatto lo scorso week end + faccina contenta. No, quelle sono mail tranquille, funzionali, addirittura piacevoli.</p>
<p>Io sto parlando delle mail collettive. Un destinatario e 120 cc.</p>
<p>Ho calcolato che ne servono almeno 40 per arrivare a qualunque tipo di decisione operativa. Nel frattempo però si sono creati almeno una decina di malintesi  e una perdita di <em>ore donna</em> di lavoro da farti desiderare inopinatamente di prendere il primo treno disponibile e convocare una riunione serale di emergenza direttamente sui binari.<span id="more-1599"></span></p>
<p>Ecco alcuni casi tipici.</p>
<p><strong>1. Il web master</strong></p>
<p>- Ragazzi, sono due settimane che faccio presente che c&#8217;è un problema con il sito. Le scritte escono al contrario. Che si fa?</p>
<p>- Secondo me è un problema di linguaggio, il sistema non riconosce le parole con la emme. <em>Comunque giro la questione al web master, che è più esperto.</em></p>
<p>- Non credo sia la emme. Secondo me è un problema di larghezza degli spazi. Oltre tot lettere il sistema impazzisce e fa uscire tutto al contrario. <em>Comunque giro la questione al web master, che è più esperto.</em></p>
<p>- Io ho notato che c&#8217;è un errore nell&#8217;html.</p>
<p>- E dove?</p>
<p>- Te lo dico domani, adesso sono in macchina e non posso fermarmi a controllare. <em>Comunque giro la questione al web master, che è più esperto.</em></p>
<p>- Ragazzi fate quello che vi pare ma risolvetemi questo problema. ORA.</p>
<p>- Ok. <em>Giriamo  la questione al web master, che è più esperto</em>. Gianluca?</p>
<p>- Gianluca?</p>
<p>- Gian&#8230; o ca****</p>
<p>- INSOMMA CHE SUCCEDE? POSSIBILE CHE CI VOGLIA UN MESE PER RISOLVERE IL PROBLEMA?</p>
<p>- No, capo, scusa, è che&#8230;</p>
<p>- CHE???????</p>
<p>- Gianluca, il web master, ehm&#8230;</p>
<p>- &#8230;</p>
<p>- nessuno ha pensato di aggiungerlo tra i CC&#8230;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>2. Il laconico</strong></p>
<p><strong>- </strong>Salve a tutti ragazzi, e buona giornata! Vi scrivo per sapere se avete letto il progetto che vi ho mandato la scorsa settimana. Secondo me è un&#8217;idea carina anche se bisognerebbe lavorare meglio sui punti a, b, e c e forse eliminare il d. Comunque dai primi feddback pare sia piaciuto molto il punto h.  Mi aspetto delle critiche costruttive e ovviamente sentitevi liberi di dirmi se qualcosa non funziona. Insomma fatemi sapere che ne pensate. Vi piace?</p>
<p>- No.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>3. ahò</strong> <strong>style</strong></p>
<p>- Ragazzi abbiamo una grande novità: il cliente di Roma è nostro. Adesso tocca lavorare sodo, mi raccomando, ma so che siete una grande squadra, anzi la <em>mejo squadra. </em></p>
<p>- Fantastico! qui siamo tutti in fibrillazione e non vediamo l&#8217;ora di metterci all&#8217;opera<em>, ahò semo forti!</em></p>
<p><em>- Ammazza</em>, è cominciato bene <em>sto</em> mese!</p>
<p>- Ragazzi. Il cliente ci chiede però di intervenire subito. Il progetto deve essere pronto entro domani mattina. Conto su di voi.</p>
<p>- <em>Ahò ma che stai à dì?</em> Domani mattina? <em>Ma vedesse d&#8217;annà a&#8230;</em></p>
<p>(mail privata)Ehm, Alberto?</p>
<p>(mail privata) Sì, che c&#8217;è?</p>
<p>(mail privata) Hai presente le ultime due mail? Quelle da <em>ragazzi, il cliente ci chiede</em> a <em>vedesse d&#8217;annà&#8230;</em></p>
<p>(mail privata) Certo che ho presente, l&#8217;ho scritto io <em>vedesse d&#8217;annà</em>. Carino eh? <em>stavamo a fà i romani</em>&#8230;.</p>
<p>(mail privata) Sì,  <em>stavamo a fà i romani</em>&#8230;prima, però. Quella era una mail più. ehm..ufficiale.</p>
<p>(mail privata) In che senso ufficiale?</p>
<p>(mail privata) Nel senso che tra i cc c&#8217;era anche il cliente.</p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-le-mail-collettive/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavorare da casa: gli impedimenti</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-gli-impedimenti/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-gli-impedimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[le mammiadi: un'epica moderna]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da casa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=1458</guid>
		<description><![CDATA[Quando uno non lavora da casa pensa sempre che se lavorasse da casa non avrebbe gli stessi problemi.
Per esempio quando uno ha i bambini malati e la mattina deve andare comunque in ufficio maledice l’ufficio e pensa come sarebbe molto più facile se lavorasse da casa.
Poi un bel giorno lavora da casa, ha una consegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando uno non lavora da casa pensa sempre che se lavorasse da casa non avrebbe gli stessi problemi.</p>
<p>Per esempio quando uno ha i bambini malati e la mattina deve andare comunque in ufficio maledice l’ufficio e pensa come sarebbe molto più facile se lavorasse da casa.</p>
<p>Poi un bel giorno lavora da casa, ha una consegna urgente, i bambini malati (c’è ovviamente un’ eventualità peggiore, che è quella del marito malato, ma questo non vuole essere un post terroristico quindi ve la risparmio e  mi limito ai bambini) e pensa almeno avessi la scusa di andare in ufficio.</p>
<p>Sfatiamo un mito. Lavorare da casa non guarisce l’influenza, né evita che vi si rompa la lavatrice, né che dobbiate portare il gatto dal veterinario, né che le maestre organizzino la recita di fine d’anno alle 2 del pomeriggio.</p>
<p>Lavorare da casa rende possibile occuparsi di queste cose e lavorare.</p>
<p>Come?</p>
<p>Lavorando di notte, è ovvio.</p>
<p>Se dovete consegnare un lavoro urgente e vi capita tra capo e collo uno di questi impedimenti, dunque, non frignate, non attaccatevi alle tende, e soprattutto non fate le vittime.</p>
<p>Ma ricordatevi che:</p>
<p>-  Tutto quello che potete fare <em><strong>dopo</strong></em> il vostro orario di lavoro (perché ce l’avete un orario di lavoro, spero, eh? Ditemi che ce l’avete! Ah no? e allora fatevelo! Che aspettate? Compreso di pausa pranzo e pausa caffè, mi raccomando) dovete farlo <em><strong>dopo </strong></em>l’orario di lavoro</p>
<p>- Tutto quello che dovete fare durante l’orario di lavoro fatelo in fretta e poi rimettetevi al lavoro</p>
<p>- Curare i figli e andare alle recite alle 2 del pomeriggio sono il motivo per cui molte di noi hanno scelto di lavorare da casa.</p>
<p>Per cui un po’ di coccole, una smazzata ai dadi con il papà o chi per lui per occuparsi del bambino al terzo giorno di febbre (che anche l’amore materno e la pazienza del cliente hanno i loro limiti) e il vecchio caro rimedio: lavorare di notte.</p>
<p>Per una <strong><em>guida seria</em></strong> al lavoro da casa leggete questi post di <strong>mammafelice</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-gli-impedimenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavorare da casa: una guida per non soccombere (cap 1)</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-una-guida-per-non-soccombere-cap-1/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-una-guida-per-non-soccombere-cap-1/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[free lance]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=1449</guid>
		<description><![CDATA[Introduzione
Lavorare da casa ha i suoi vantaggi, specialmente se abiti in una città come Roma (lasciatevelo dire da una che per anni si è fatta una media di due ore e mezza di traffico al giorno). Ma ha anche le sue insidie.
Ce ne sono di vari tipi, e raccoglierle in un unico post è impossibile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Lavorare da casa ha i suoi vantaggi, specialmente se abiti in una città come Roma (lasciatevelo dire da una che per anni si è fatta una media di due ore e mezza di traffico al giorno). Ma ha anche le sue insidie.</p>
<p>Ce ne sono di vari tipi, e raccoglierle in un unico post è impossibile. Per questo ho pensato a una serie. Ma non fatevi illusioni. Non troverete un manuale all’americana, pieno di buoni consigli.</p>
<p>Piuttosto una guida piattinesca di sopravvivenza, che vi spiega cosa non fare.</p>
<p>Accontentatevi.</p>
<p><strong>Prima puntata: &#8220;Priorità&#8221;</strong></p>
<p>Se lavori da casa, 9 volte su 10 sei un free lance. Ora, il free lance, per sua natura, alterna momenti di grande lavoro ad altri di grande disoccupazione.  L’ideale sarebbe una via di mezzo, ma anche qualora voi l’aveste, non sareste in grado di riconoscerla, e continuereste a lamentarvi di avere troppo lavoro o troppo poco (il free lance è tendenzialmente un individuo lamentoso, quindi se per caso adesso non vi state lamentando è solo perché evidentemente avete appena finito di lamentarvi con qualcun altro, e a tutto c’è un limite).</p>
<p>Sia nel caso dell’abbondanza di lavoro che in quello di scarsità il problema è decidere da dove cominciare. Non sottovalutate questo passaggio. E’ un’occupazione complicata che può richiedere anche tutto il giorno.</p>
<p>Per questo vorrei darvi alcune dritte.</p>
<p>Punto primo, fatevi uno schema.</p>
<p>Dividete le cose da fare secondo l’ordine di priorità, in base alla scadenza, al guadagno, alla difficoltà che richiedono.</p>
<p>Noterete subito, purtroppo, che in genere la piacevolezza del lavoro è inversamente proporzionale al compenso, ovvero se vi va di lavorare in genere vuol dire che lo state facendo gratis.</p>
<p>Noterete anche che spesso è difficile definire una scadenza.</p>
<p>Nelle mail o nelle telefonate dei vostri committenti la scadenza del lavoro richiesto è sempre <em>Urgente</em>, <em>Urgentissima</em> o <em>Molto urgente</em>. Rassegnatevi. Solo una buone dose di esperienza e almeno un paio di contratti persi vi aiuteranno a capire come datare le consegne.</p>
<p>Alcuni lavori sono urgenti solo per voi. Nel senso che voi vi dovete sbrigare a finirli. Ma una volta consegnati passeranno settimane prima di vederli realizzati, e addirittura mesi prima di essere pagati.</p>
<p>Come scegliere allora?</p>
<p>Una regola è quella del “chi urla più forte mi avrà”, anche detta “sindrome da ultimo banco”.</p>
<p>(So di offrire un fianco scoperto ai possibili committenti, ma la verità bisogna dirla tutta. Il free lance, specie se creativo, tende a a comportarsi come quegli studenti delle superiori che al momento dell’interrogazione si annullano sulla parete in fondo alla classe, cercando di mimetizzarsi con la carta geografica). Se il committente è un tipo tosto, sa come stanarvi, richiamarvi all’ordine e convincervi che il suo urgente è più urgente degli altri. Lasciatevi convincere. Tanto la priorità è casuale, e  almeno evitate le urla.</p>
<p>Ci sono poi dei lavori che non vi chiede nessuno, ma che voi tenete a fare perché pensate che da essi dipenda una svolta importante della vostra vita.</p>
<p>Questi lavori si chiamano <em>progetti</em>.</p>
<p>È bene avere almeno un progetto in corso: potete utilizzarlo come argomento d’emergenza quando la conversazione langue, o come occupazione fittizia (non dite sono disoccupato quando non avete lavoro, dite piuttosto sto lavorando a un progetto, gli altri capiranno lo stesso che siete disoccupati ma almeno le apparenze sono salve).</p>
<p>Quanto a lavorarci sul serio, quello è un altro paio di maniche.</p>
<p>Quando siete oberati di lavoro, è chiaro che il progetto viene automaticamente rimandato, e voi agognate il momento in cui sarete finalmente liberi per potervi dedicare completamente ad esso.</p>
<p>Quando non avete niente da fare, il progetto viene comunque rimandato, perché la vostra preoccupazione per il lavoro è così forte che non avete energie per pensare ad altro, e voi agognate il momento in cui dovrete lavorare per potervi dedicare completamente ad esso.</p>
<p>Conclusione: il progetto si chiama progetto perché rimane tale per anni.</p>
<p>Per una <strong><em>guida seria</em></strong> al lavoro da casa leggete <a href="http://www.mammafelice.it/2010/02/25/lavorare-da-casa-pro-e-contro/" target="_blank">questo post</a> di <strong>mammafelice</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/lavorare-da-casa-una-guida-per-non-soccombere-cap-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>25</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Di Corazze e Mulini</title>
		<link>http://www.piattinicinesi.com/di-corazze-e-mulini/</link>
		<comments>http://www.piattinicinesi.com/di-corazze-e-mulini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[fragor di cocci]]></category>
		<category><![CDATA[il lavoro nobilita il mio commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia e zio Gatto]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.piattinicinesi.com/?p=1404</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiedono molti perché io non stia scrivendo. La domanda è legittima, ma come direbbe qualche amico matematico, malposta. Perché io sto scrivendo eccome, ma non sul blog.
Da quando ho aperto questa piattaforma, questa stanza tutta per me, come mi piace chiamarla, sono successe tante cose. Ho capito per esempio che non sarebbe stato possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-e-sancho-panza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1415" title="don-chisciotte-e-sancho-panza" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-e-sancho-panza-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Mi chiedono molti perché io non stia scrivendo. La domanda è legittima, ma come direbbe qualche amico matematico, malposta. Perché io sto scrivendo eccome, ma non sul blog.</p>
<p>Da quando ho aperto questa piattaforma, questa stanza tutta per me, come mi piace chiamarla, sono successe tante cose. Ho capito per esempio che non sarebbe stato possibile continuare a lavorare come avevo fatto negli ultimi anni, e che avrei dovuto prendere un&#8217;altra direzione, anche se non sapevo bene quale. Ho dovuto farmi coraggio, essere ottimista, non fermarmi mai e andare avanti anche quando sembrava che niente di quello che stavo facendo potesse portare i suoi frutti. Sono successe anche tante cose nella mia vita personale, dove il fragor di cocci e le relative ricomposizioni, per quanto creative, hanno coinvolto tutti, ma proprio tutti i piattini.</p>
<p>Poi le cose hanno cominciato ad andare un po&#8217; meglio, e dopo tanta fatica ho scoperto quello che tutte le persone che scalano con fatica una montagna scoprono, ovvero che pure la pianura è faticosa.</p>
<p>Il quotidiano è sempre il quotidiano, la scrittura un mestiere  solitario, e il mondo del lavoro attuale, sebbene affascinante, è  piuttosto spietato.  Si fa fatica a rimanere a galla.</p>
<p>Questo tanto per incoraggiare chi si trovasse nella mia situazione di free lance, che insomma, ci siamo capiti, ha i suoi lati oscuri. Ma anche per prendere coscienza che è così, e bisogna trovare l&#8217;energia anche per questo altopiano di semiroutine, provando a organizzarsi per non soccombere tra scadenze e sentimenti.</p>
<p>Soprattutto il sentimento  che ti prende quando ricominci a lavorare dopo un periodo di arresto. E&#8217; un misto di paura, ansia e felicità, ma anche di grande senso di vulnerabilità,  come se tutte le cose ti arrivassero addosso ingigantite e violente, e invece sei solo tu che sei più fragile.</p>
<p>La cosa giusta l&#8217;ha detta la grande <a href="http://emilystar.splinder.com/" target="_blank">Emily</a>: &#8211; Ti sei persa un po&#8217; di corazza &#8211; mi ha detto. E io ho capito subito che aveva ragione. Mi  si è scalfita la scorza dura che ti protegge dagli assalti quotidiani, quella che ti fabbrichi giorno per giorno quando sei sempre a contatto con gli altri. E che ti aiuta a vedere le cose nella giusta luce, a dare ai problemi il peso che devono avere, senza trasformare dei mulini in draghi.</p>
<p>Insomma dopo tanto Don Chisciotte un po&#8217; di sano Sancho Panza.</p>
<p>Per il resto facciamo un po&#8217; di outing.</p>
<p>Se volete leggere qualcos&#8217;altro di mio potete trovarmi anche <a href="http://www.mulinobianco.it/mulinointour" target="_blank">qui</a> (a proposito di mulini). Giro l&#8217;Italia, per cui se mi dite dove siete magari mi avvicino.</p>
<p>E a fine marzo sarò in libreria con <strong>&#8220;Amelia e zio Gatto&#8221;</strong> (<a href="http://www.sinnoseditrice.org/" target="_blank">Sinnos Editrice</a>)  un giallo per bambini ambientato nel mondo della televisione, con le illustrazioni di quel genio della matita di <a href="http://www.chiaranocentini.it/" target="_blank">Chiara Nocentini</a>.</p>
<p>E siccome non resisto alla tentazione, Amelia eccola qui:</p>
<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/001a.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1405" title="001a" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2010/02/001a-261x300.gif" alt="" width="261" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.piattinicinesi.com/di-corazze-e-mulini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>30</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

