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	<title>piattinicinesi &#187; olympe de gouges</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>La bambinaia francese</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
				<category><![CDATA[leggere con i bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad avere il coraggio di leggere i giornali in questi giorni c’è da sentirsi male. Roba che non si capisce come mai con tutto quello che succede gli autori delle fiction debbano far ricorso alla figura di Padre Pio, o forse è proprio per quello, che ormai giusto un miracolo.
Per questo non voglio angustiarvi ulteriormente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1342" title="Toussaint_L'Ouverture" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2009/11/Toussaint_LOuverture-210x300.jpg" alt="Toussaint_L'Ouverture" width="210" height="300" />Ad avere il coraggio di leggere i giornali in questi giorni c’è da sentirsi male. Roba che non si capisce come mai con tutto quello che succede gli autori delle fiction debbano far ricorso alla figura di Padre Pio, o forse è proprio per quello, che ormai giusto un miracolo.</p>
<p>Per questo non voglio angustiarvi ulteriormente e visto che è lunedì, e una pausa oggi ve la prenderete per leggere qualche post, se capitate su questo che almeno vi rilassiate un po’, e troviate spunti di lettura.</p>
<p>“La bambinaia francese” di Bianca Pitzorno  l’ho letto in tre notti, perchè è un romanzo di quelli alla vecchia maniera, con tante pagine e un bell’intreccio che non si può lasciare a metà e ormai di tempo senza interruzioni mi è rimasto solo quello. L’ho avuto in prestito dalla figlia di un’amica, che ha dodici anni, e una passione rincuorante per i libri. In pratica è il mio referente principale per capire cosa leggono le ragazzine a quell’età.</p>
<p>Questo libro però non è solo per le ragazzine. Lo possono leggere tutti. E se per caso vi trovate in un momento della vostra vita in cui avete nostalgia di quelle letture appassionanti dell’adolescenza, con figure femminili degne di nota (tipo la cara vecchia zia Jane (Austen) o la signora Alcott, per intenderci) allora davvero ve lo consiglio.</p>
<p>La storia, ambientata intorno al 1830, in piena Restaurazione, è raccontata in prima persona da Sophie, una bambina dei sobborghi di Parigi (rue Marcadet, sotto la butte Montmartre, ci ho abitato per anni), figlia di un tipografo rivoluzionario e di una cucitrice, che per una serie di vicende viene accolta nella casa di una danzatrice classica, diventa la bambinaia della figlia, e si affeziona alla bambina al punto di proteggerla anche quando la madre, arrestata per questioni di eredità, non può più prendersene cura.</p>
<p>È un romanzo di formazione, ma non nel senso classico del termine. Sophie, la protagonista, non subisce particolari trasformazioni, lei è tale e quale a se stessa anche da bambina, la sua unica evoluzione è quella di essere maggiormente se stessa alla fine del libro.</p>
<p>Ma il romanzo è formativo per chi lo legge.</p>
<p>Racconta di un mondo a cavallo tra settecento e ottocento, nel momento in cui la restaurazione sta cercando di soffocare e cancellare le aspirazioni ugualitarie dell’illuminismo, sostituendo il razionale con l’irrazionale, la scienza con il mistero dai toni lugubri, la libertà con la schiavitù, la parità con il pregiudizio. Sophie, educata alla scuola dei filosofi settecenteschi, mantiene uno sguardo lucido su quello che avviene, e lotta per mantenere i suoi valori, resistendo alla tentazione di cedere allo sconforto.</p>
<p>Leggendo la bambinaia francese ritroverete il vecchio impianto del romanzo ottocentesco (Dickens, Balzac e Victor Hugo) con incursioni nel romanzo epistolare di fine settecento (Richardson, Rousseau, Goethe), e il gotico di Jane Eyre. C’è la storia: dalla rivoluzione francese alle guerre coloniali. La filosofia, i movimenti femministi dell’epoca in tutte le loro sfaccettature (una delle protagoniste, Olympe, è la reincarnazione letteraria di Olympe de Gouges, la prima teorica del femminismo e convinta abolizionista, che scrisse  la  Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina  sul modello della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1791)</p>
<p>Per qualsiasi insegnante il libro è una  miniera di spunti.</p>
<p>Per chiunque ne abbia voglia, è l’occasione di farsi un ripasso generale.</p>
<p>Di storia, letteratura, filosofia, e cultura varia.</p>
<p>Ma soprattutto di come funzionano le idee. Che non basta averli acquisiti una volta, i diritti, la libertà, o l’uguaglianza. Bisogna continuare a farlo senza sosta.</p>
<p>Che basta un niente, una distrazione, e te li tolgono da sotto il naso.</p>
<p>E bisogna avere uno sguardo attento, e lucido almeno come quello di Sophie, per mantenere la propria strada, e il proprio ottimismo, senza perdersi in qualche trappola della dimenticanza storica.</p>
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