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	<title>piattinicinesi &#187; rilke</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>Due partite (elastiche)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 22:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[le mammiadi: un'epica moderna]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[“Che film vediamo?” ha chiesto l’amica F
“vediamo un film che non potremmo mai vedere con i nostri mariti…”
“Tipo “Due partite” della Comencini?”
“Ecco tipo quello…”
Piattins quando va al cinema raramente si tratta di una prima.
Per cui se “Due partite” lo conoscete già, perché avete letto il libro, l’avete visto a teatro, al cinema, o ve l’hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Che film vediamo?” ha chiesto l’amica F<br />
“vediamo un film che non potremmo mai vedere con i nostri mariti…”<br />
“Tipo <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56799">“Due partite” </a>della Comencini?”<br />
“Ecco tipo quello…”<span id="more-505"></span></p>
<p>Piattins quando va al cinema raramente si tratta di una prima.<br />
Per cui se “Due partite” lo conoscete già, perché avete letto il <a href="http://books.google.it/books?id=kkqyXeAqzUwC&amp;dq=due+partite&amp;printsec=frontcover&amp;source=bn&amp;hl=it&amp;ei=sQfMSYLxCdWOsAbz7aW8CA&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;resnum=5&amp;ct=result">libro</a>, l’avete visto a teatro, al cinema, o ve l’hanno raccontato, abbiate pazienza. Lei ci è arrivata solo adesso.</p>
<p>Però in compenso le è piaciuto molto, anzi moltissimo.<br />
Perché queste 8 donne borghesi di due diverse generazioni hanno delle interpreti straordinarie, che pronunciano battute straordinarie.<br />
Da far venire le lacrime agli occhi.<br />
Le prime quattro si riuniscono ogni giovedì, intorno a un tavolo da gioco. Sono gli anni 60 e loro hanno vestiti per bene, collane, messe in piega e ombretti colorati.<br />
Le altre sono le figlie, sempre stressate, di corsa, e minimali.<br />
Il 68 fra di loro è come una parentesi di gioco, senza nessuna conseguenza, tranne una grande confusione di ruoli e di ambizioni: fare un figlio, non farlo, il lavoro, le scelte, il sesso e l’illusione dell’amore, la solitudine e il rapporto con la madre, terribile modello dal cui confronto non si sfugge.<br />
E se nella prima parte si ride molto nell’attesa che qualcosa cambi, nella seconda si ride meno, ma più amaro, perché le cose sono cambiate, sì, ma verso direzioni assai contorte.</p>
<p>“ e tu in quale situazione ti identifichi?” ha chiesto l’amica F<br />
“In mia nonna “ ha riposto Piattins</p>
<p>E’ che gli anni 60 non possono essere un’ispirazione, per trovarla bisogna andare ancora più indietro.<br />
Tornare all’epoca di quelle donne del sud che comandavano sottomesse.<br />
Quelle che mentre i mariti giocavano alla guerra tenevano in piedi la famiglia ed il paese.<br />
Quelle che seducevano, organizzavano e decidevano, profumandosi di lavanda.</p>
<p>“E la poesia di Rilke?”</p>
<p>La poesia di Rilke, che aleggia come un desiderio su tutto il film, è  bellissima.</p>
<p>&#8220;<span style="font-style:italic;">Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l&#8217;umanità femminile. Questo progresso trasformerà l&#8217;esperienza dell&#8217;amore, che ora è piena d&#8217;amore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all&#8217;amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda</span>.&#8221;</p>
<p>Nell’attesa che questo sogno si realizzi, Piattini ha un&#8217;illuminazione improvvisa e si appende in un post it sul suo tavolo un’altra citazione del film, più post moderna, liquida e realistica.</p>
<p>“<span style="font-style:italic;">è che noi dobbiamo essere elastiche: saper fare un po’ di tutto, ma fingere di non saper fare niente, dedicarsi completamente a qualcuno, e saperne fare a meno, essere belle, brutte, vecchie, giovani, sole…</span>”</p>
<p>E’ chiaro che a questo punto le icone sono due: la nonna del sud e…<a href="http://piattinicinesi.files.wordpress.com/2009/03/elastigirl.jpg">lei</a></p>
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