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	<title>piattinicinesi &#187; roma</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>A noi ci salva il sole</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul marciapiede davanti casa, lungo la strada principale del mio quartiere, due addetti del comune stanno spargendo sale per la prima volta dopo la neve di venerdì. Si può obiettare che qui siamo in periferia, e ci vuole tempo ad arrivare fin da noi. Dal centro in fondo sono ben tredici chilometri, quasi un&#8217;ora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2012/02/Neve_a_Roma_4_2_201202.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2328" title="Neve_a_Roma_4_2_201202" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2012/02/Neve_a_Roma_4_2_201202-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Sul marciapiede davanti casa, lungo la strada principale del mio quartiere, due addetti del comune stanno spargendo sale per la prima volta dopo la neve di venerdì. Si può obiettare che qui siamo in periferia, e ci vuole tempo ad arrivare fin da noi. Dal centro in fondo sono ben tredici chilometri, quasi un&#8217;ora di autobus e nessuna metropolitana.</p>
<p>Mai come durante l&#8217;ultimo inverno sono stata felice di lavorare da casa. Strade allagate, sottopassaggi come trappole per topi ad ogni minima precipitazione, fogne che esplodono, macchine bloccate dalla neve. I 280 km di coda di venerdì non raccontano le storie a margine di chi ha percorso la città a piedi o è rimasto a dormire in albergo ad appena 10 km da casa, non sapendo come rientrare.</p>
<p>E mai come durante gli ultimi giorni sono stata contenta di avere un blog. Che certe cose uno non le deve dimenticare. E come questi post a volte mi aiutano a non dimenticare certe riflessioni e certi momenti della mia vita personale, così non voglio che vadano perse certe considerazioni sulla storia di questa città.</p>
<p>A volte gli avvenimenti imprevisti (e chiamiamoli imprevisti per pietà) ci mettono di fronte alle nostre debolezze. Roma in questi giorni si è trovata di fronte alle sue. Questa città sta scoppiando. Scoppia di malgoverno, di malavita, di immondizia e di traffico. E tutto questo non a causa della neve o di forze esterne, ma per mancanza di pianificazione, o meglio, per una pianificazione criminale.  Roma è come certe donne che sanno apparire belle con una messa in piega e un po&#8217; di trucco. Poi vai a vedere il collo, e le mani, e scopri le magagne. E se ti avvicini troppo scopri pure che puzzano, che una spruzzata di Chanel sulle zone a vista non è lo stesso che lavarsi.</p>
<p>Ho visto la puntata di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gZgT30szEbA">Presa Diretta</a> dedicata a Roma. A volte, quando conosci bene certe situazioni, le inchieste giornalistiche ti sembrano sempre parziali o esagerate. Invece ieri sera ad ogni immagine pensavo che s<em>ì, era proprio così. E forse anche peggio. </em></p>
<p><em></em> <em>E mi sono ricordata di un <a href="http://www.piattinicinesi.com/bufalotta-blues-2/">post </a>del 2008 che avevo scritto ispirata da una  puntata di <strong>Report</strong> dopo la quale avevo pensato che <em>sì, era proprio così</em>. Anche lì si parlava di <em><a href="http://youtu.be/gZgT30szEbA">project financing</a></em>, questo scambio iniquo tra lavori della metropolitana e abusi edilizi nella periferia che stiamo subendo sulla nostra pelle, noi di Roma nord est.</em></p>
<p><em>Da un&#8217;amministrazione all&#8217;altra, non è che sia cambiato molto. E sicuramente non cambia se lo scrivo qui. Ma almeno lo tengo a memoria. Che non vengano da dirci poi che erano emergenze impreviste. Che qui di imprevisto non c&#8217;è proprio niente</em><em>.</em></p>
<p>Per altri post con tag Roma <a href="http://www.piattinicinesi.com/tag/roma/">clicca qu</a>i.  <em>.</em> <em> </em></p>
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		<title>luoghi di roma che sembrano parigi (ma purtroppo non lo sono)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 17:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattins</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi, camminando negli spazi esterni ed interni dell&#8217;Auditorium, non ha mai sentito pronunciare da un passante, un amico, o da se stesso, l&#8217;enigmatico commento &#8220;sembra quasi di stare a Parigi&#8221;.
La stessa frase l&#8217;avevo sentita tempo fa a proposito del piccolo parco giochi che avevano ricavato a Piazza San Cosimato a Trastevere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/02/28a7fb31-51b7-4238-a511-308dda87dc3d.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1967" title="28a7fb31-51b7-4238-a511-308dda87dc3d" src="http://www.piattinicinesi.com/wp-content/uploads/2011/02/28a7fb31-51b7-4238-a511-308dda87dc3d-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Alzi la mano chi, camminando negli spazi esterni ed interni dell&#8217;Auditorium, non ha mai sentito pronunciare da un passante, un amico, o da se stesso, l&#8217;enigmatico commento &#8220;sembra quasi di stare a Parigi&#8221;.</p>
<p>La stessa frase l&#8217;avevo sentita tempo fa a proposito del piccolo parco giochi che avevano ricavato a Piazza San Cosimato a Trastevere e di nuovo qualche giorno fa andando per la prima volta al <a href="http://www.fondazionemaxxi.it/index.aspx">Maxxi</a> (che ormai  mi ci vuole una congiunzione astrale favorevole per fare una cosa del genere).</p>
<p>Per me che a Parigi ho vissuto questa frase è quasi una provocazione. La prima cosa che penso ogni volta è &#8220;ma quale Parigi?&#8221; . Non certo la Parigi delle banlieues né quella di Barbès, dove ho abitato, né quella dei quartieri alto-borghesi, o medio-borghesi, o di Belleville o delle stradine tortuose del quinto arrondissement. No. Piuttosto quella di certe strutture contemporanee che si proprongono di diventare centri di produzione culturale e aggregazione cittadina, come è stato per il Beaubourg e poi per la <a href="http://www.villette.com/">Villette</a>, la <a href="http://www.cite-sciences.fr/fr/cite-des-sciences">Cité des sciences</a>, il <a href="http://www.palais-decouverte.fr/index.php?id=accueil2">Palais de la découverte</a>, il <a href="http://www.quaibranly.fr/">Musée du quai Branly</a>, <a href="http://www.cinematheque.fr/">la Cinemathèque</a>,<a href="http://www.imarabe.org/"> l&#8217;Institut du monde Arabe</a>.</p>
<p>Questi luoghi hanno in comune il fatto di avere delle architetture innovative, delle grandi esplanade nelle quali accadono delle cose, ci sono eventi, spettacoli spontanei, o semplicemente si svolge casualmente la vita producendo incontri, conoscenze, ispirazioni. Insomma sono delle piazze contemporanee. Il Museo in questa concezione non si chiude in sé ma si espande nella città. Le esposizioni o parte di esse sono allestite anche all&#8217;esterno, in modo da creare un continuum con la città, di andare incontro alle persone. memorabile per me è stata la mostra di fotografia allestita proprio sul Quai Branly. In una giornata di sole era possibile camminare tra grandi pannelli con le foto di artisti non europei, ammirando la Senna, la vista della città e le foto. Pensate a qualcuno che va al lavoro e intanto gode di quella bellezza, di quelle emozioni. Non è meraviglioso?</p>
<p>In questi luoghi ci sono biblioteche con libri a consultabili a vista, documenti  e idee a disposizione. Si organizzano conferenze a tutte le ore, seminari, laboratori. Ce ne sono così tanti che non bisogna prenotarsi giorni prima per andare.</p>
<p>Ci sono tante cose gratis.</p>
<p>Sono ben collegati, così che si possano raggiungere con i mezzi pubblici. E danno respiro e vitalità al quartiere. L&#8217;esempio del parc della villette, in un arrondissement semi periferico come il 19esimo, in questo senso è esemplare. Con la valorizzazione del Canal Saint Martin e la costruzione del parco, il quartiere si è riqualificato moltissimo.</p>
<p>A Roma per un po&#8217; si è provato a prendere spunto dalle altre capitali europee, a imparare la lezione. Per questo l&#8217;Auditorium sembra Parigi. C&#8217;è un&#8217;esplanade, librerie, un&#8217;architettura meravigliosa.</p>
<p>Ma non basta. Mancano i trasporti, l&#8217;accessibilità vera della cultura, la fruibilità di base. Il Maxxi è un esempio di questo fallimento. Una struttura meravigliosa, ma vuota.</p>
<p>In compenso nelle nostre periferie nascono enormi centri commerciali,  dove la gente cerca un modo di sopravvivere ai fine settimana.</p>
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		<title>non toglieteci i parchi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.
Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:verdana;">La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina invadono i parchi, e per tutto il giorno, a orari diversi, nei parchi camminano, accompagnano i cani, chiaccherano, corrono, vanno in bicicletta, combattono la solitudine, mantengono la salute e spingono carrozzine.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Senza i parchi la vita a Roma sarebbe insopportabile.<span id="more-495"></span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Neanche tutti i suoi tramonti di fuoco, i vicoli, gli scorci di cielo attraverso gli antichi archi  basterebbero a consolare i suoi abitanti dal traffico, dal rumore e dalla sporcizia.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Né i filetti di baccalà né una gricia ben fatta  li solleverebbero  dalla maleducazione diffusa.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Invece al parco respiri, prendi fiato, noti un signore che si è fermato a osservare le gemme sui rami dei tigli e pensi che forse allora nella vita c’è ancora speranza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I parchi sono la salvezza delle mamme sole, il </span><span style="font-style:italic;font-family:verdana;">refugium peccatorum</span><span style="font-family:verdana;"> delle festività primaverili con il portafoglio vuoto, dei fine settimana assolati in cui basta un piatto di lasagna sul prato per fare festa, delle estati lunghe e torride, in cui si esce solo la sera, e si va a bere una birra o ad ascoltare un concerto in villa, la villa che è di tutti.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per questo quando il 14 febbraio una ragazza è stata stuprata al parco della Caffarella la popolazione del quartiere è insorta.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Piattini lo capisce.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Quello stupro è lo stupro di un intero quartiere.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Della sua libertà, della sua fiducia, della sua sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza è un’emergenza che ha un nome e cognome, quasi sempre straniero.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Perché così è più facile.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Perché le baracche, il degrado, l’enorme povertà di sacche sociali ai margini della città, in cui accade di tutto, quelle non sono facili per niente.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Come non lo sono lo sfruttamento reiterato e massiccio della clandestinità, del bisogno, dell’illegalità e dei criminali a buon mercato.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I campi nomadi esistono da decenni.</span><br />
<span style="font-family:verdana;"> Forse finalmente sarebbe il caso di trovare una soluzione adeguata a un paese civile, invece di considerare i Rom fuorilegge per implicite ragioni etniche.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Da allora Piattini fa attenzione ai discorsi, ai servizi con i circoletti rossi introno alle facce degli indiziati, ai termini usati, alle spinte invisibili dei dibattiti guidati, delle isterie mediatiche, delle notizie smozzicate che trapelano dai giornali.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Quello che non vorrebbe è sentire il sentimento della paura infiltrarsi tra le vertebre come un brivido, rendere i sensi vigili a recepire minacce dove non ci sono, guardare con sospetto due operai stranieri che mangiano un trancio di pizza su una panchina, rinunciare ad allontanarsi dai sentieri battuti.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">E invece lo sente.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è una bestia feroce, che scava labirinti nell’anima e la rende fragile.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Una bestia che attacca, che urla, che dilania.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Che si nutre della sua stessa carne.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è l’arma più pericolosa. Specialmente se finisce nelle mani sbagliate.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per addomesticarla non servono ronde o proclami, basta ripristinare lo spazio legale.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Lo spazio dove tutti hanno pari dignità, pari diritti e pari doveri.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Non esistono cittadini di serie A e serie B.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La provenienza etnica non è un giudizio sulla persona.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Dove una regola è una regola.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">E chi ha il compito istituzionale di farla rispettare, abbia gli strumenti e la dignità per farlo.</span></p>
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		<title>Er GPS de noantri</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 12:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piattini esce correndo sotto uno sputo di pioggia. Sono le otto di sera e dense nubi si affollano nel cielo romano, rischiarato a tratti da luci di Natale manifestamente in crisi depressiva.
Al parcheggio un vecchio tassì aspetta la sua corsa. Lei sale, sistema borsa e ombrello, saluta velocemente l’autista e chiede
“Presto! via degli Ausoni numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piattini esce correndo sotto uno sputo di pioggia. Sono le otto di sera e dense nubi si affollano nel cielo romano, rischiarato a tratti da luci di Natale manifestamente in crisi depressiva.<br />
Al parcheggio un vecchio tassì aspetta la sua corsa. Lei sale, sistema borsa e ombrello, saluta velocemente l’autista e chiede<br />
“Presto! via degli Ausoni numero 1”<br />
“Che va de prescia?”<br />
“Io, ma veramente è che sono un po’ in ritardo e poi il traffico, la pioggia…”<br />
“Lasci fa e nun se stressi, che tanto ci arriviamo lo stesso…”<br />
La voce dell’autista è un rantolo profondo mezzo incastrato tra le guance pendule e il doppiomento da riporto, il suo stile di guida un’istigazione al vomito dirompente.<br />
“Via dei Ausoni, via dei Ausoni….oddio co tutte quelle strade dei Reti, Sanniti, e mo’ chi ce capisce gnente, ando stà via dei Ausoni?”<br />
“Be, “ mormora Piattini annichilita “non è che lo chiederà a me adesso dove sta esattamente via degli Ausoni?”<br />
“Ma che è abitazione?”<br />
“No, devo andare a un appuntamento…”<br />
“E che deve fa, che è,  va al ristorante col suo fidanzato?”<br />
“Che gli frega a lei” pensa Piattini ma invece risponde cortese “vado a teatro”<br />
“A teatro? Boh, e mo’ che teatro ce sta a via dei Ausoni?”<br />
“Guardi” lo incoraggia maternamente Piattini (mentre verifica se in giro ci sono altri tassisti a cui chiedere eventualmente asilo politico) “Intanto arriviamo a San Lorenzo, e poi si vede”<br />
“Ma che dice famo via de Lollis o lo scalo di San Lorenzo?”<br />
“A me lo chiede?” risponde Piattini “io pensavo che lei lo sapesse, che avesse in dotazione che so io, un gps..”<br />
“A già è vero, er GPS”<br />
L’autista si abbassa a cercare qualcosa sotto il  sedile perdendo completamente il controllo visivo della strada<br />
“tiè, acchiappa questo” fa rialzadosi all’improvviso, e le lancia qualcosa.<br />
“Che è?”<br />
“E’ o stradario, ch’a da esse sennò? Avanti fa’ la brava e leggi”<br />
Piattini obbediente accende la lucetta e legge.<br />
“Guardi, sta circa a metà tra via de Lollis e lo scalo di San Lorenzo”<br />
“Si vabbé questo già ce lo sapevo, ma che me conviene fa?”<br />
“Bo????”</p>
<p>Il tassista lancia a Piattini uno sguardo inquieto dallo specchietto retrovisore.<br />
Solo adesso comincia a rendersi conto a chi sta affidando il compito di condurlo a san Lorenzo.<br />
Quale genio dell’orientamento spaziale sia salito sul suo tassì.<br />
Comunque poco male.<br />
L’onore è salvo.<br />
Dovessero perdersi irrimediabilmente, il notiziario darebbe sicuramente la colpa alla pioggia.</p>
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		<title>Siamo uomini o comparse?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 07:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[-    Oreste! Oreste!-    Che c’è!-    Vie&#8217; qua, viette a sede qua che c’è posto.-    Eh ma qui c’è la borsa di questa bella signorina.-    No, si figuri, la levo subito…-    Guardi che se è piena de soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-    Oreste! Oreste!<br />-    Che c’è!<br />-    Vie&#8217; qua, viette a sede qua che c’è posto.<br />-    Eh ma qui c’è la borsa di questa bella signorina.<br />-    No, si figuri, la levo subito…<br />-    Guardi che se è piena de soldi la puo’ pure lascià<br />-    Ma quali soldi , magari…<br />-    Ah signorina, mia, a chi lo dice…<br />-    A proposito Orè, ma quel contrattino poi come è andato a finì?<br />-    Ah Cesì, male, malissimo. Nun me ce fa penzare. M’hanno chiamato all’urtimo pè dimme che nun se ne faceva più gnente. E io invece ce contavo proprio, erano due mesetti belli puliti..<br />-    Ma perché nun s’è fatto più?<br />-    E che ne so. Pure ad Attilio e ad Alfonso gli hanno detto di no.<br />-    A me m’hanno detto di no perché so’ troppo vecchia…<br />-    E me sa che pure a noi, però ad Adele, a lei l’hanno presa…<br />-    Ma quella non è amica di quel dirigente?<br />-    Eh, me sa de sì, che pure quella è vecchia però c’è andata uguale<br />-    Ma sempre la stessa cosa. A me m’hanno detto signora li vogliamo massimo de 30 anni, e poi era pieno de ottantenni, tutte raccomandate. Che te lo dico affà. Le ottantenni le mettono in alto e poi inquadrano solo quelle bbone….<br />-    E’ così, è così, che ce voi fa. Solo che io mo’ c’ho una situazione brutta cor fatto che nun m’è partito sto lavoro.<br />-    Ma quest’estate hai lavorato? Che hai fatto? La botola me sembra. M’hanno detto che se moriva de cardo…<br />-    Na’ callara sì. Stavamo sotto una pergola però faceva cardo lo stesso. Due puntate al giorno c’avevmo. Io però ne facevo una sola perché poi c’avevo il treno…<br />-    E com’era?<br />-    Io me so’ divertito<br />-    E la paga?<br />-    10 euri, come al solito<br />-    Vabbé, mo’ vedemo se ricomincia l’eredità…ma te sei iscritto all’enpals?<br />-    E come no? Solo che ce prendo poco de pensione, 25 euri<br />-    Io meno male che c’ho il call center, quelli continuano a dire che so’ vecchia..<br />-    Vabbé Cesì, io so’ arrivato, te saluto<br />-    Ciao Oré, comunque se sai de qualche programma fammi sapé<br />-    E come no? Te chiamo<br />-    Ciao<br />-    Ciao</p>
<p>Prendere i mezzi pubblici a Roma è sempre un’esperienza emozionante.<br />E questo non solo perché non se mai sicuro che l’autobus arriverà alla fermata, finirà il suo percorso, e non sarà deviato causa manifestazione o scavi archeologici.<br />Non solo perché la combinazione di buche, sampietrini e totale assenza di ammortizzatori rende ogni viaggio più movimentato di un giro della morte sulle montagne russe.<br />Ma anche perché sui mezzi pubblici a Roma puoi incontrare categorie umane assai più rare in altri luoghi: legionari, teologi, pellegrini e soprattutto precari del cinema e della televisione.</p>
<p>ps questo post è dedicato alla <a href="http://serialmama.splinder.com/">Serial,</a> donna e amica di rara dolcezza</p>
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