Ci sono dei personaggi ai quali ti affezioni come se fossero veri. Che sono così densi, reali, contorti, affascinanti o insopportabili che non riesci a farli rientrare nelle pagine del libro da cui sono usciti, e te li devi portare dietro per forza. Ti seguono, ti perseguitano, e ti accompagnano in altre letture, in altre riflessioni. Thomas Jay è uno di quei personaggi.
Il racconto della sua infanzia, condensato nella prima parte del romanzo, è una serie di quadri ad olio, materici e tridime...