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	<title>piattinicinesi &#187; sicurezza</title>
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	<description>piattini rotanti, cocci e ricomposizioni creative</description>
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		<title>non toglieteci i parchi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.
Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:verdana;">La Piattina da qualche giorno va a correre al parco.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Correre forse è un po’ esagerato come termine ( in effetti l’impatto dei suoi piedi sul terreno ricorda piuttosto l’incedere caracollante dell’ippopotamo) ma lei ha la felpa fucsia, l’ipod e tanta buona volontà, e questo basta a farla partecipare alla comunità di romani che la mattina invadono i parchi, e per tutto il giorno, a orari diversi, nei parchi camminano, accompagnano i cani, chiaccherano, corrono, vanno in bicicletta, combattono la solitudine, mantengono la salute e spingono carrozzine.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Senza i parchi la vita a Roma sarebbe insopportabile.<span id="more-495"></span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Neanche tutti i suoi tramonti di fuoco, i vicoli, gli scorci di cielo attraverso gli antichi archi  basterebbero a consolare i suoi abitanti dal traffico, dal rumore e dalla sporcizia.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Né i filetti di baccalà né una gricia ben fatta  li solleverebbero  dalla maleducazione diffusa.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Invece al parco respiri, prendi fiato, noti un signore che si è fermato a osservare le gemme sui rami dei tigli e pensi che forse allora nella vita c’è ancora speranza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I parchi sono la salvezza delle mamme sole, il </span><span style="font-style:italic;font-family:verdana;">refugium peccatorum</span><span style="font-family:verdana;"> delle festività primaverili con il portafoglio vuoto, dei fine settimana assolati in cui basta un piatto di lasagna sul prato per fare festa, delle estati lunghe e torride, in cui si esce solo la sera, e si va a bere una birra o ad ascoltare un concerto in villa, la villa che è di tutti.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per questo quando il 14 febbraio una ragazza è stata stuprata al parco della Caffarella la popolazione del quartiere è insorta.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Piattini lo capisce.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Quello stupro è lo stupro di un intero quartiere.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Della sua libertà, della sua fiducia, della sua sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La sicurezza è un’emergenza che ha un nome e cognome, quasi sempre straniero.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Perché così è più facile.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Perché le baracche, il degrado, l’enorme povertà di sacche sociali ai margini della città, in cui accade di tutto, quelle non sono facili per niente.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Come non lo sono lo sfruttamento reiterato e massiccio della clandestinità, del bisogno, dell’illegalità e dei criminali a buon mercato.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">I campi nomadi esistono da decenni.</span><br />
<span style="font-family:verdana;"> Forse finalmente sarebbe il caso di trovare una soluzione adeguata a un paese civile, invece di considerare i Rom fuorilegge per implicite ragioni etniche.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Da allora Piattini fa attenzione ai discorsi, ai servizi con i circoletti rossi introno alle facce degli indiziati, ai termini usati, alle spinte invisibili dei dibattiti guidati, delle isterie mediatiche, delle notizie smozzicate che trapelano dai giornali.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Quello che non vorrebbe è sentire il sentimento della paura infiltrarsi tra le vertebre come un brivido, rendere i sensi vigili a recepire minacce dove non ci sono, guardare con sospetto due operai stranieri che mangiano un trancio di pizza su una panchina, rinunciare ad allontanarsi dai sentieri battuti.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">E invece lo sente.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è una bestia feroce, che scava labirinti nell’anima e la rende fragile.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Una bestia che attacca, che urla, che dilania.</span><br />
<span style="font-family:verdana;">Che si nutre della sua stessa carne.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La paura è l’arma più pericolosa. Specialmente se finisce nelle mani sbagliate.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Per addomesticarla non servono ronde o proclami, basta ripristinare lo spazio legale.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Lo spazio dove tutti hanno pari dignità, pari diritti e pari doveri.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Non esistono cittadini di serie A e serie B.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">La provenienza etnica non è un giudizio sulla persona.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Dove una regola è una regola.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">E chi ha il compito istituzionale di farla rispettare, abbia gli strumenti e la dignità per farlo.</span></p>
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		<title>si salvi chi può</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 13:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Piattini aveva già una volta espresso la sua opinione sul tema della sicurezza.Però,  visto che di questi tempi è impossibile guardare un telegiornale o a leggere un quotidiano senza sentir parlare di sparpagliamenti di soldati, armamenti di vigili urbani e installazioni di telecamere ad ogni angolo di strada capitolina, non può esimersi dal ritornare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piattini aveva <a href="http://piattinicinesi.blogspot.com/2008_05_01_archive.html">già una volta</a> espresso la sua opinione sul tema della sicurezza.<br />Però,  visto che di questi tempi è impossibile guardare un telegiornale o a leggere un quotidiano senza sentir parlare di sparpagliamenti di soldati, armamenti di vigili urbani e installazioni di telecamere ad ogni angolo di strada capitolina, non può esimersi dal ritornare sull’argomento e partecipare in prima persona all’amabile discussione.<br />Per carità, intendiamoci, lungi da lei l’idea di poter trovare qualche soluzione al problema: non si permetterebbe mai di fornire suggerimenti non richiesti a esperti di cotanto ingegno.<br />Solo, vuole raccontare qualche esperienza personale.</p>
<p>Qualche anno fa, a causa probabilmente di qualche congiuntura astrale, Piattini fu vittima  a più riprese di diverse aggressioni, tutte finite per fortuna a tarallucci e vino, soprattutto grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine.</p>
<p>La prima avvenne in via Nazionale.<br />Piattini era uscita dal lavoro e si era diretta a un bancomat per ritirare dei soldi.<br />Via Nazionale è una via trafficata, piena di gente e di negozi, lei si avvicinò allo sportello con cautela, ma tranquilla. Sul marciapiede andavano e venivano centinaia di persone.<br />Infilò la tessera nella fessura apposita. Aspettò e digitò il codice. Stava per ritirare i soldi quando sentì una fitta alla schiena. D’istinto afferrò i soldi, si girò e vide un uomo che rideva. Provò a gridargli qualcosa contro, a inseguirlo, ma il dolore alla schiena la immobilizzò.<br />Lei rimase qualche minuto in mezzo alla strada, mentre le persone continuavano ad andare e venire. Nessuno si fermò a chiederle cosa avesse. Perché le venisse da piangere.<br />Piena di rabbia cominciò a camminare velocemente per raggiungere il posto di polizia di piazza della Repubblica, poco distante, e denunciare l’accaduto. Voleva impedire che l’uomo, chiaramente un folle, prendesse a pugni nella schiena altre persone.<br />Nel camioncino c’erano due poliziotti che chiaccheravano fra loro: un uomo e una donna.<br />Piattini spiegò l’accaduto. Nonostante lei fosse visibilmente sconvolta loro non scesero, né la fecero salire, e non le offrirono neanche un bicchier d’acqua.<br />-    Le voleva prendere i soldi.<br />-    No, le dico di no – insistette Piattini- avrebbe potuto farlo. Le dico che era un folle. Mi ha picchiata ed è andato via<br />-    Non è possibile<br />-     Ma sì<br />-    Ma no. La prossima volta stia più attenta quando fa il bancomat, che girano dei brutti tipi.<br />Piattini rimase così stupita dal loro atteggiamento che non osò neanche replicare. Evidentemente lei era una donna molto esagerata.<br />Qualche tempo dopo, però, parlando con un’amica della madre, venne a sapere che ad altre donne della zona era successa la stessa cosa. Il tipo che aggrediva alle spalle esisteva e aveva continuato a colpire, ma nessuno aveva potuto denunciarlo.</p>
<p>La seconda volta  avvenne nel suo quartiere.<br />Piattini all’epoca viveva ancora a casa dei suoi genitori, era single e usciva con le amiche tornando tardi a casa la sera.<br />(<span style="font-style:italic;">Le donne devono essere libere</span>, <span style="font-style:italic;">non bisogna avere paura di uscire di notte</span>, <span style="font-style:italic;">la paura è la nostra nemica</span> erano i suoi mantra del periodo).<br />Una sera, mentre parcheggiava l’auto nel piazzale di fronte casa, si rese conto che dietro di lei c’era un aggressore. Un vero aggressore, con tanto di bandana sul viso e coltello in mano, posizionato dal lato guidatore in attesa che lei scendesse.<br />Ora questa situazione metterebbe in crisi chiunque, e infatti mise in crisi anche lei.<br />Per circa 10 secondi.<br />Dopodichè si accorse che le crisi fanno funzionare il cervello in modo molto più rapido e lucido del normale, e quindi pur continuando a urlare come una matta per richiamare l’attenzione dei vicini si rese conto che: l’aggressore mascherato stava dando calci sulla portiera rotta, e che quindi non sarebbe riuscito ad aprirla tanto facilmente, che una volta resosi conto di star facendo una fatica inutile sarebbe stato colto da uno stato di frustrazione rabbiosa che avrebbe inevitabilmente riversata su di lei, e che però lei, approfittando del suo errore, avrebbe forse avuto il tempo sufficiente di afferrare la borsa e uscire dal lato del passeggero, correndo come una pazza fino al portone. O la va o la spacca.<br />Andò, e Piattini scoprì che malgrado la sua inefficienza fisica quando c’è da correre veloce corre, e che quando c’è da urlare urla, perché riuscì a svegliare i vicini e il cane dei vicini, e l’aggressore fu messo in fuga.<br />Il resto della notte fu animato da sogni agitati e beveroni di camomilla, ma la mattina dopo, ardente di spirito civico e battagliero, Piattini si recò al commissariato di zona, decisa a compiere la sua missione di denuncia per la salvaguardia di tutte le giovani donne del quartiere, che avevano diritto a uscire la sera senza paura.<br />-    Buongiorno<br />-    Giorno, che glie&#8217; serve?<br />Il poliziotto nel gabbiotto a vetri fuori del commissariato non aveva l’aria gentile, ma Piattini capì che non doveva essere facile per lui stare nel gabbiotto tutto il giorno a smistare la gente, e non si offese<br />- Dovrei fare una denuncia..<br />- De che?<br />- Mi hanno aggredito ieri sera sotto casa..<br />- Ci sono lesioni?<br />- No, sono riuscita a scappare…<br />- L’ha visto in faccia?<br />- No, l&#8217;uomo aveva una bandana sul viso..<br />- Ah signorì, allora nun me faccia perde tempo. Si nun ce sono lesioni e nun l’ha visto in faccia la sola cosa che può fa’ è una denuncia contro ignoti…e na&#8217; denuncia contro ignoti nun serve a gnente&#8230;.arrivederci.</p>
<p>Piattini avrebbe altri aneddoti ma si ferma qui.<br />In questi ultimi anni Roma è diventata una città più brutta e sporca.<br />Attraversando il centro storico per andare al lavoro si è resa conto che le sacche di povertà si stanno riversando dalle periferie in centro. Il numero dei barboni è aumentato. Ci sono zone di baracche abusive dove la miseria convive con la criminalità e non sempre è facile distinguerle. Alcune stazioni del treno e della metropolitana sono state costruite in zone disabitate, non illuminate e non controllate.<br />Scendere da un treno metropolitano a Nuovo Salario o a Saxa Rubra (tanto per citarne un paio) in inverno dopo le cinque di sera ti fa sentire come la protagonista di un film dell’orrore. Magari non succede niente, ma se succede, sai che urlare non ti servirà.</p>
<p>Quindi da un aparte uno potrebbe dire che il piano sicurezza per Roma ha la sua ragion d’essere.<br />Solo che bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa si intende per sicurezza.</p>
<p>Qualche giorno fa l’amica F aveva appuntamento alla stazione di Ponte Mammolo col marito, che tornava con il treno da fuori Roma. Il treno era in ritardo, e lei aveva una buona mezz’ora d’attesa da passare in macchina. Al parcheggio non c’era nessuno, e aspettare da soli in un parcheggio deserto è una situazione che provoca un leggero disagio intestinale.<br />Per questa ragione l’amica F ha pensato che sarebbe stata una buona idea accostare la macchina  alla camionetta militare che posta a guardia della stazione in ottemperanza del piano sicurezza.<br />Si sarebbe sentita più protetta.</p>
<p>-    Signora favorisca i documenti.<br />Uno dei militari era sceso dalla camionetta e le aveva fatto segno di abbassare il finestrino.<br />- I documenti? Ha risposto stupita lei, ma senza obiettare ha tirato fuori i documenti e glieli ha passati.<br />-    Lei non può stare qui &#8211; ha detto lui dopo una rapida occhiata.<br />- Che vuol dire che non posso stare qui?<br />-    Che non si può. E&#8217; vietato. Sono 74 euro di multa se non se ne va, signora.<br />-    E dove dovrei aspettare secondo lei?<br />- Lei deve andare nel parcheggio, come tutti.<br />- Ma nel<br />
parcheggio non c’è nessuno e io sono sola con mio figlio. Non mi sento tranquilla.<br />- Signora queste sono le regole, non posso farci niente<br />L’amica F è rimasta così stupita che non riuscita a controbattere.E dire che non è una che si lascia azzittire facilmente.</p>
<p>Ora io mi domando: ma i militari non erano stati sparpagliati in città per proteggere i cittadini?</p>
<p>Forse siamo noi che abbiamo capito male.<br />Forse abbiamo sempre capito male.<br />E dire che ce lo stanno spiegando bene, proprio bene, quali sono le loro intenzioni.</p>
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		<title>Ma sei sicura, Piattini?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 12:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ah signo’, se controlli il carrello che qua ne succedeno de cose, appena che se gira e se lo so’ bello che fregato”
Piattini per non inimicarsi la verduraia  (che ha certi agretti che solo lei in tutto il mercato) la asseconda e afferra il carrello, rischiando di trinciare le caviglie a una distinta signora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;font-family:verdana;"><span style="font-size:100%;">“</span><span style="font-family:georgia;font-size:100%;">Ah signo’, se controlli il carrello che qua ne succedeno de cose, appena che se gira e se lo so’ bello che fregato”<br />
Piattini per non inimicarsi la verduraia  (che ha certi agretti che solo lei in tutto il mercato) la asseconda e afferra il carrello, rischiando di trinciare le caviglie a una distinta signora jeansinguinata che sta controllando le cipolle.<br />
“E’ che mo’ nun se può sta’ sicuri de gnente” .<br />
“E già” risponde Piattini con un vago moto di impazienza.<br />
“Ma perché, lei se sente sicura?” insiste la verduraia.<br />
“Sicura io????” risponde Piattini incredula “ma per carità”.<span id="more-393"></span></p>
<p>Più tardi, caricando la spesa in macchina, Piattini riflette sulla domanda.<br />
Non ha mentito, dicendo che non si sente sicura.<br />
Lei, con la sua insicurezza personale, fatta di orchestre e complessini, ha ingaggiato ormai da tempo una battaglia quotidiana e senza esclusione di colpi.<br />
E poi la sua vita è un concentrato di elementi non-sicuri.<br />
Se prende l’autobus, non è sicura di quanto tempo impiegherà ad arrivare. A volte non è neanche sicuro che parta, l’autobus.<br />
Se fa la spesa, non è sicura che quello che compra sia privo di pesticidi e diossina.<br />
Sa che ci sono discariche abusive ovunque, anche vicino Roma.  Anche in Ciociaria. Anche nel Viterbese. Anche in posti di cui non ha ancora letto.<br />
Se pensa alla sua vita, non è sicura che troverà un lavoro, che riuscirà a trovare una direzione professionale, che avrà una pensione, che riuscirà a sopravvivere.</p>
<p>Ma non era a questo tipo di sicurezze che intendeva riferirsi la verduraia.<br />
E neanche la signora che qualche giorno fa, vedendo che Piattini dava confidenza a un ambulante africano, le ha detto “prima te fanno festa col sorriso e poi te fanno fuori”, né il medico pieno di sé, dichiaratamente garantista, che di fronte alla minaccia di eserciti di rumeni pronti a entrarti in casa non esitava a giustificare l’uso delle armi per difendere la legittima proprietà.<br />
“In Italia c’è stato un preoccupante aumento di violenza e criminalità  dovuto all’immigrazione” dicono.</p>
<p>Invece Piattini non pensa che ci sia stato un preoccupante aumento di violenza e criminalità dovuto all’immigrazione.<br />
Pensa che la violenza e la criminalità siano preoccupanti  in sé e che ci siano sempre stati, in Italia.</p>
<p>E’ che spesso noi vediamo una cosa per volta, e purtroppo quasi sempre è quello che ci fanno vedere.</p>
<p>Piattini che ci siano certi pericoli lo sa da tempo, perché lo ha provato sulla sua pelle.<br />
Fa parte di quel 99,9% di donne che hanno subito molestie sessuali.<br />
Sa cosa vuol dire ricevere calci e pugni perché qualcuno (qualcuno a cui vuoi bene) in un momento di rabbia non sa con chi sfogarsi e allora si sfoga su di te.<br />
Circa 15 anni fa, quando riteneva  che una donna avesse lo stesso diritto degli uomini di andarsene in giro per la città a tutte le ore, ha subito diverse aggressioni da parte di simpatici compatrioti.<br />
In due casi al commissariato di polizia non l’hanno neanche fatta entrare:<br />
“Ha riportato lesioni?” le hanno chiesto all’ingresso.<br />
“Per fortuna no” ha risposto lei, ingenua “sono riuscita a scappare”.<br />
“Ma li ha visti in faccia?”<br />
“E no che non li ho visti, gliel’ho detto che avevano una bandana sulla faccia”.<br />
“E allora non ci faccia perdere tempo, ché al massimo può sporgere denuncia contro ignoti, e sai a che ti serve una denuncia contro ignoti? A farci perdere tempo a noi”.<br />
Caso chiuso.<br />
E lei che pensava che avrebbero mandato una volante a controllare il quartiere.</p>
<p>Ma volanti nel suo quartiere non se ne vedono mai, anche se ci sono a due passi un commissariato e una stazione dei carabinieri.<br />
Però da poco si è costruita una ronda, e c’è qualcuno che beato lui si sente più sicuro.</p>
<p>E’ che noi vediamo una cosa alla volta, e troppo spesso è quello che ci fanno vedere.<br />
Sarà la miopia, sarà l’astigmatismo, sarà che da quando guarda i video e studia l’arabo la sua vista è peggiorata, ma Piattini quando guarda le cose le vede tutte all’inverso.</p>
<p>Vede una società dove il confine tra legale e illegale è sempre più smussato, e  dove la criminalità vera, quella dei grandi numeri, foraggia la  criminalità di strada e il PIL nazionale e internazionale.<br />
Vede che le voci forti dell&#8217;economia che tira non sono più solo la moda, il cibo ed il turismo, ma i rifiuti, la droga e la mano d&#8217;opera a basso costo, e che queste voci sono intimamente legate alle prime.<br />
Vede una società dove coloro che scivolano verso la povertà odiano i poveri che lentamente si stanno arricchendo, perché a nessuno piace arrivare per ultimo.<br />
Vede un paese contraddittorio e ipocrita, che crede di essere ospitale perché è lassista e sfrutta chi ha bisogno.</p>
<p>Sarà la miopia.<br />
Sarà che ognuno vede le cose dal suo punto di vista.</p>
<p>Tata S. per esempio, dopo aver smosso mari e monti per fare arrivare suo marito dalle Filippine con l’ultimo Decreto Flussi, l’altra sera le ha detto:<br />
“Non so se verrà, mio marito, alla fine.&#8221;<br />
&#8220;Ma perché? Ci tenevi tanto&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Beh, ne abbiamo discusso, e abbiamo concluso che non ci sentiamo più tanto sicuri, qui in Italia”.</p>
<p></span></div>
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		<title>comitati spontanei</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 16:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piattinicinesi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mi ha chiamata l’ex collega S.
Ormai ho più ex colleghi che colleghi perché stanno fuggendo tutti dall&#8217;ufficio e ogni tanto qualcuno di loro mi chiama.
”Come stai? ho chiesto all&#8217;ex-collega S.
“Abbastanza bene “ ha risposto lei e mi ha investita di parole.
L’ex collega S. ha una marea di capelli rossi e molta ansia.
Mi ha comunicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mi ha chiamata l’ex collega S.<br />
Ormai ho più ex colleghi che colleghi perché stanno fuggendo tutti dall&#8217;ufficio e ogni tanto qualcuno di loro mi chiama.<br />
”Come stai? ho chiesto all&#8217;ex-collega S.<br />
“Abbastanza bene “ ha risposto lei e mi ha investita di parole.<br />
L’ex collega S. ha una marea di capelli rossi e molta ansia.<br />
Mi ha comunicato che aspetta un bambino e che si trasferirà in Toscana per stare tranquilla. &#8220;Che bello !&#8221; ho esclamato e ho aggiunto che secondo me i figli per delle persone come noi sono delle zavorre sentimentali, che ci ancorano alla terra.<br />
Ha sorriso e non ha chiesto ulteriori spiegazioni, aveva colto al volo.<span id="more-350"></span></p>
<p>Dopo i convenevoli l&#8217;ex collega S. mi ha spiegato che mi chiamava per un’inchiesta che stava seguendo.<br />
&#8220;Finalmente del vero giornalismo!&#8221; le ho detto entusiasta &#8220;Di che si tratta? &#8221;<br />
&#8220;E’ un’inchiesta sui comitati per la sicurezza che stanno nascendo in tutta Roma&#8221; mi ha spiegato &#8220;in particolare mi sto occupando del tuo quartiere.&#8221;<br />
&#8220;Comitati per la sicurezza?&#8221; ho chiesto stupita. Mi sono profusa in qualche notazione di carattere sociologico ma non era questo che voleva sapere.<br />
&#8220;Ma che ti serve esattamente?&#8221; le ho chiesto allora.<br />
&#8220;Voglio sapere se c’è qualche vippetto, qualche velina che abita da quelle parti. Sai, la rete per la quale lavoro ci tiene.&#8221;<br />
Il lavoro del giornalista è pieno di compromessi, non c&#8217;è dubbio.<br />
Ho provato a spiegarle che la più vip del quartiere ero io, ma malgrado i miei sforzi non sono riuscita a convincerla.</p>
<p>La sera, con calma, ho fatto un giro su Internet.<br />
Ho scoperto che e ne sono diversi di questi comitati spontanei. Chiedono più sicurezza, un maggiore controllo.<br />
Sono d’accordo anch’io, solo che per me il controllo deve venire dalle forze dell’ordine e non dalle ronde dei cittadini, come sembrano proporre loro.<br />
Mi è venuta in mente l’atmosfera degli anni 70, nel mio quartiere, quando gruppi armati opposti si scontravano in strada.<br />
Ho avuto un brivido, e la sensazione che certi comitati spontanei di spontaneo non abbiano proprio niente</p>
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