Una collana, una storia: perle di vetro

Questa collana l’ho ricevuta in regalo per un compleanno.

Sono state tre amiche a regalarmela.

Uno di quei piccoli gruppi che si formano nella socialità scolastica e di quartiere, sulla base dell’entusiasmo di condividere il quotidiano e forse anche di darsi un po’ di supporto reciproco.

Questi legami somigliano ai fili che tengono unite le perle. Da soli sono fragili, insieme reggono il peso.

Nel tempo però  i fili della mia collana hanno cominciato a farsi più sottili, e a scappare da ogni lato.

Ho provato a mettere un rinforzo, ad arrotolarli più stretti, ma non è servito.

Anche con quelle amiche è stato lo stesso.

I legami più veri sono quelli che resistono alle prove, al tempo, alle mani che strappano, alle cadute, alle dimenticanze sul comodino e nella borsa.

Gli altri durano il tempo che impieghi a ricordarli attraverso una perla di vetro, e poi basta.

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8 Responses to “Una collana, una storia: perle di vetro”

  • supermambanana says:

    forse non e’ questione di essere veri o no, forse e’ soltanto che ogni cosa ha un suo scopo, uno suo ciclo di vita, ed e’ non solo giusto cosi’ ma anche bello. E’ bello ritrovare una perla di vetro e cercare di ricordare da dove provenga, come esercizio di memoria, come specchio di un’altra te del passato. E’ bello che un fiore, per quanto bellissimo appassisca a muoia, da un senso di pace, di ordine. E non e’ che il fatto che muoia lo renda meno bello, meno “vero”, quando c’era.

  • Avrai ricevuto anche tu quella catena di santantonio mail che dice:

    Ci sono tre tipi di amici: per una stagione, per una ragione e per sempre.

    Ecco, sono quelle citazioni anche cretine, però leggerla mi ha fatto capire quanto esageratamente mi dò a tutti, e a decidere di dare a seconda del rapporto che ho con qualcuno (quindi non dare in misura di quello che ricevo, ma di quello che sto investendo in una persona, in me stessa e in quello che ci stiamo scambiando).

    Una mia cara e recente amica con un’energia folle e una malattia incurabile mi ha raccontato che dal giorno della diagnosi è diventata enormemente consapevole del tempo che le resta, e quindi anche persone che le piacciono ma con cui non ha voglia di dividere il pezzo di vita che ha, non le frequnta se non è necessario.
    Ecco, io so di poterla perdere in qualsiasi momento, so che ogni volta che a saluto causa distanza potrei anche non rivederla, ma questa lezione è una delle cose più preziose che abbia mai ricevuto. Poi non la applico sempre, ma ne sono comunque consapevole.

  • Diversity. Anche nelle relazioni di amicizia, con le varie gradazioni, vale la ricchezza della diversity. Si lasciano tracce, più o meno profonde e, qua e là, mi piace ritrovare le tracce di persone lontane o perdute che sono state importanti. E pur rimanendo perle, scaldano il cuore anche quelle. Ciò non toglie che chi poi resiste alle intemperie ha un valore più alto, una forza maggiore.

  • piattins says:

    la malinconia che si legge nel fondo del post dipende da fatto che quando certi legami si rivelano fragili, durevoli per il tempo che serve a reggere le perle durante una festa, per esempio, o fino a portare la collana a casa, non bisogna pretendere altro. accanirsi a fare sostenere un peso eccessivo porta a farli rompere in malo modo.
    e comunque mi interessava raccontare le storie legate agli ogegtti, vedere cosa suggeriscono, come possono fare da prisma ai ricordi.sono felice dei vostri commenti, vedo che ha suggerito qualcosa anche a voi. infilo anche le vostre storie sul filo ;)

  • rossamente says:

    sono quasi 18′anni che non vivonela mia città natale, credevo che i legamiche avevo lì sarebbero tutti sfumati, mi sbagliavo: qualcuno c’è ancora!!!
    non ho oggetti che mi facciano ricordare… o i ricordi del cuore, belli o brutti non conta!
    forse questa estate, cercherò nei cassetti della mia infanzia e qualcosa troverò ;)

  • bismama says:

    Secondo me i legami, di qualsiasi natura essi siano, hanno bisogno di essere alimentati. Non si può pretendere che un rapporto si autoalimenti, è impossibile perchè anche solo il tempo ne cancella le tracce!!

  • acasadiclara says:

    io ho vissuto in diverse città e ho avuto varie fasi di vita, sia lavorativa che di amicizie. di ogni fase ho mantenuto alcuni legami. alcuni sono sopravvissuti attraverso le varie fasi e le peripezie della vita. altri no. e anche io non so mai spiegarmi il perchè. di me s dice, che tenfo in contatti con tutti. una volta forse. e chissà se ci fosse stato fb vent’anni fa.
    ALtri legami si perdono e forse non ci si poteva fare nulla. Altri sonnecchiano latenti e ogni tanto tornano. E mi fa sempre piacere. STrana la vita. E strane le persone.

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