uomini e donne, maria de filippi e la bolla della tv

TrumanShowPiattins ha con la televisione un rapporto  cortese, ma formale.

Non dimentica di farle una visita, ogni tanto, per assicurarsi che tutto proceda per il meglio, là dentro. Per capire dove sta andando la testa dei suoi connazionali, quali strani messaggi girano in tondo prima di depositarsi a sorpresa sul paese come una coltre di neve soporifera, per scoprire chi sono i nuovi eroi.

Poi ritorna alle sue cose.

E questo non per snobberia, ma perché lei da sempre è claustrofobica, e non sopporta di essere rinchiusa  e non avere vie d’uscita. Che poi si tratti di una stanza, una situazione o uno stereotipo non importa. Come un novello Abbate Farìa lei scava una buca e scappa, il più lontano possibile.

Perché a finirci dentro, uno crede che quella sia la vera vita.

Come la Draghessa, che era la sua baby sitter e prima di fare la baby sitter era una donna sola con una figlia lasciata al paese che sperava di cambiar vita, e il pomeriggio si metteva a guardare Uomini e Donne, e sospirava.

Un giorno Piattins le disse stai attenta, buona parte di quello che vedi è pensato a tavolino, apposta per farti rimanere lì col naso incollato allo schermo perché vuoi vedere come va a finire. Sono come le telenovelas, con degli attori che recitano una parte, c’è il bello impossibile, la brava ragazza, quella che deve essere salvata, e l’uomo ideale. Sono favole di quando eri bambina, dove tu vorresti essere cenerentola o la bella addormentata, solo che stavolta ti dicono che se sei fortunata cenerentola la puoi fare davvero, in barba alla matrigna.

E tu per essere fortunata faresti qualunque cosa.

- Non ci credo – disse la Draghessa. E chiuse il discorso.

A distanza di anni ogni volta che sbircia nel salotto di uomini e donne o nella casa del grande fratello, o in uno qualsiasi di questi reality sceneggiati che vanno in onda dovunque e a qualunque ora, Piattins ripensa alla Draghessa e a tutte le persone come lei che sognano di entrare nella scatola, dove c’è la vita vera, quella a colori, con la musica e gli applausi, mentre di qua è tutto un po’ sgranato, e ci sono puzze e malumori.

L’altro giorno, approfittando di una pausa caffè (perché le pause caffé si fanno anche quando si lavora a casa) Piattins ha acceso la tv ed è rimasta incantata da un simpatico psicodramma che si stava svolgendo a Uomini e Donne.

C’era Issa: una mamma single, sui 30, romana ( nel senso che quando parlava si sentiva che era di Roma).  Una che “ha sofferto”, che ha “dovuto tirare fuori le palle per districarsi nella vita”.

Poi c’era Isso 1: sprezzante, spaccone, e anche un po’ maleducato, però belloccio al punto giusto, quel belloccio che se lasci i tuoi ormoni liberi di esprimersi vedrai che di cose da dire ne hanno.

E Isso 2, la vendetta: non il principe (che sarebbe stato fuori luogo) ma l’animatore turistico col codino (più adeguato al target, d’altronde vista la tipologia di teste coronate in giro, meglio così) , quello che sa come si trattano le donne, come si fanno sentire regine.

E infine c’era lei, Maria, seduta sulle scale, che come la fata madrina (con la voce di shrek, però) faceva la morale dicendo cose giustissime e sacrosante. Diceva per esempio che tutte le persone hanno bisogno di confrontarsi con modelli positivi per migliorare. Lei stessa, quando era piccola, veniva ripresa da sua madre perché parlasse bene, e usasse i congiuntivi. Issa, che era di natura un po’ grezza e borgatara (con rispetto parlando) quando era uscita con Isso 2 la vendetta si era trasformata. Aveva cercato di non dire parolacce, si era messa la gonna e si era seduta composta. E questo perché? Perché Isso 2 l’aveva trattata con dignità, galanteria e rispetto.

- Accidenti – ha pensato Piattins – a parte la citazione para para dal pygmalion di shaw questo dovrebbe fare la televisione come strumento di cultura: proporre dei modelli positivi, trattare le donne e gli uomini come esseri pensanti, dire : avete visto come ci si esprime? come si sogna in grande? Come si realizzano le cose? Allora andate e fate ancora meglio, nel mondo reale.

Ma la televisione non è uno strumento di quel tipo di cultura.

È il mezzo di diffusione di una cultura autoreferenziale, supportata da riviste, giornali, libri, film e anche blog e forum che parlano tutti quel tipo di linguaggio.

Cioè parlano di quello che avviene lì dentro come se fosse vero.

E non avvenisse invece in uno spazio chiuso, circolare, come l’arena dei gladiatori o lo studio del Truman show, quello dove anche il cielo era finto.

E infatti Isso 2 ha provato a dire che lui nella vita reale col cavolo che l’avrebbe portata a cena fuori in smocking e  limousine, con i fuochi d’artificio, perché lui nella vita reale era un poveraccio, ma l’hanno subito azzittito.

Ieri sera al Grande Fratello una scena da brivido. Due concorrenti erano in crisi, volevano andarsene. Se fosse vero o fosse solo l’ultima trovata degli autori non mi interessa.

Ma mi hanno colpito le parole. “non vi meritate di stare qui” , con tutta la gente che sogna di stare al vostro posto voi vi permettete di lamentarvi”, “fate posto a chi se lo merita”.

E se uno pensa alle file infinite di gente in attesa ai provini per partecipare ai reality queste frasi danno i brividi.

Alla fine, dopo una suspense montata ad arte, le due donne hanno scelto di restare, “per dimostrare di essere forti”.

La forza, infatti, come qualunque altra cosa, per essere reale  va dimostrata lì dentro, in quella bolla, perché fuori non esiste niente.

Fuori la vita scorre senza senso, non c’è nessuno che ci rimonti i pezzi per farne una bella storia, non c’è la colonna sonora, la luce giusta.

Personalmente preferisco così.

Che  il montaggio della vita me lo faccio da sola, lasciandoci dentro i tempi morti e le immagini sgranate, e se voglio lo cambio mille volte, insieme alla musica, agli interpreti e al finale a sorpresa.

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7 Responses to “uomini e donne, maria de filippi e la bolla della tv”

  • Mammafelice says:

    Oggi mi sono vista Uomini e Donne, e sai che ne avevo proprio bisogno?
    Mi sono chiusa in una bolla e mi ha fatto stare meglio.
    Io credo che sia una buona terapia, per le giornate di ca…volo: per lo meno si smette di pensare.
    Tanto la vita vera, a noi che non facciamo parte della tv, ci arriva dritta in faccia, appena si spegne col telecomando :)

  • Mamma in 3D says:

    Per fortuna non siamo proprio tutti in fila per i provini…
    Qualche giorno fa, ho letto questo post, quindi questo e questo. Mi è tornato un po’ di buonumore, dopo giorni di media impegnati da dibattiti e scommesse sull’identità sessuale dei gieffini…

  • piattinicinesi says:

    @mammafelice i reality sono degli sceneggiati, delle telenovelas, il problema è quello che gira intorno e il fatto che la gente è disposta a fare qualunque cosa per entarrne a far parte, e che per farne parte devi avere a che fare con la politica. è questo il vero problema, in questo senso viviamo in una videocracy
    @mamma in 3 d, grazie dei link, sapevo di lui ma non del rifiuto al gf. i blogger giovani sono decisamente più avanti, e adesso ho una voglia incredibile di andarmi a leggere i termini di quel contratto

  • marzipan says:

    Piattins, ormai la sera quando proviamo a vedere la tv è tutto un rimbalzare da un canale all’altro cercando di schivare le varie me**ate in onda fino ad arenarci su qualche film o telefilm americano coi morti ammazzati, in attesa della seconda serata. Nel frattempo ci mettiamo tutti su internet. Pago parecchio di bolletta.

  • chiara says:

    Questa nuova veste del tuo blog è bellissima!

  • vale says:

    come al solito riesci a cogliere tutto in poche righe… un post che incornicerei…

  • emily says:

    wowowowo che bella questa nuova casetta!!!
    nn ero ancora venuta a trovarti ma adesso mi metto in pari con i tuoi post
    quello che dici sulla televisione è assolutamente condivisibile,sono felice di nn essere l’unica che trova deliranti questi spettacoli.
    è deprimente pensare agli sforzi che fanno x entrare li: li avessero fatti x imparare un mestiere….

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