Alle 14.00 si sono scatenate le danze. In cortile, dove i bambini hanno giocato e mangiato (un buffet da film americano) e nella sala, dove le blogger a turno si sono presentate.
La lista degli interventi,i podcast le foto e le interviste saranno – credo – disponibili a breve, quindi Piattins può tediarvi con le sue personali considerazioni piattinesche.
Prima considerazione: gli oratori della mattina non sono rimasti a sentire quello che avevano da dire le blogger il pomeriggio. E’ interessante che continuino a fare studi su di noi, a teorizzare finanziamenti, a parlare in astratto senza ascoltarci.
Seconda considerazione: più ascolta le blogger più Piattins ha l’impressione che uno apre un blog quando è in crisi. Non che sia una cosa negativa, anzi. E’ un momento in cui le cose cambiano repentinamente, si perde l’equilibrio e bisogna ritrovarne un altro. Bisogna scegliere, prendere delle decisioni. Non è che tutti quelli che sono in crisi aprono un blog, ma spesso chi apre un blog lo fa perché si trova in crisi, e vuole fare qualcosa. Soprattutto vuole comunicare, cercando un linguaggio diverso per farlo.
Terza considerazione: il web è una strada a basso investimento iniziale. Per aprire una attività on line bisogna avere un computer, un buon collegamento a internet e tanta voglia di lavorare. I guadagni, se arrivano, lo fanno dopo due o tre anni dall’inizio dell’attività. Però almeno non bisogna recuperare il capitale.
Quarta considerazione: il blog di per sé non fa guadagnare, ma crea una rete di contatti, diventa una vetrina delle nostre capacità professionalità, ci mette in relazione. Di sicuro è un arricchimento a livello personale, per quanto riguarda il lato economico, bisogna darsi da fare con attività a latere, che possono essere trainate dal blog (Panz lo spiega molto bene)
Quinta considerazione: tutti dicono che per avanzare nel lavoro bisogna avere dei contatti. Il blog permette di crearsi contatti e reti sociali sulla base dei propri interessi e affinità, senza dipendere da raccomandazioni.
Sesta considerazione: il web è come una piazza. Esserci vuol dire partecipare, muoversi, essere attivi. Per essere visti bisogna postare molto, e postare possibilmente cose interessanti (purtroppo come ho già sperimentato l’argomento più cliccato rimane comunque il sesso). Poi bisogna mettersi in relazione con gli altri. Scambiarsi i commenti tra blog amici è la base, ma se la vostra intenzione è quella di essere letti da molti dovete anche commentare e creare link con siti che hanno molto movimento (ripeto il concetto: i link on bastano, bisogna dire cose interessanti).
Settima considerazione: le mamme blogger che hanno creato delle attività su web hanno scelto prodotti o temi di interesse legati al mondo della maternità. Questo è anche in molto casi un bisogno sociale, di fare qualcosa per le altre madri, di impegnarsi in prima persona in un ruolo che si è vissuto o si vive con difficoltà. L’aspetto sociale è molto interessante e da sviluppare. Ma ci sono anche altri campi, non limitiamoci….
Ottava considerazione: bisogna imparare a fare squadra. sapere quali sono i propri punti di forza è altrettanto importante che riconoscere i propri limiti. Gli altri hanno sempre qualcosa da insegnarci e non si può fare tutto da soli.
Nona considerazione non aver paura di contattare o chiedere aiuto o informazioni ai blogger. 9 volte su 10 rispondono di sì.
Mi fermo qui, ma appena mi si risvegliano i neuroni aggiungo qualcosa…
Decima considerazione (la sera porta consiglio) le cose che porta un blog non sempre sono prevedibili fin dall’inizio
Undicesima considerazione bisogna avere pazienza, i risultati duraturi si conquistano poco a poco

a perchè tutto ciò l’hai scritto a neuroni addormentati?
gulp.
ammetto che nel leggere tutto ciò mi viene un pò il pensiero che nessuna possa avere più il desiderio di legger-my solo per amicizia……
ma d’altro canto seguo con tutta l’attenzione che posso: chissà che domani non possa interessare anche a my, reinventarsi.
un bacio anna
@my no no ma si erano esauriti alla fine
fa un po’ impressione anche a me parlare di strategie perché per me il blog è soprattutto un modo di comunicare (a doppio senso, parlare e ascoltare) ma se si apre un blog “professionale” bisogna tenere conto di questi meccanismi. metti che tu voglia aprire un blog che parli di mercato equo e solidale, il fatto che tu cerchi di fare creare un network di contatti è uan strategia, ma sicuramente i tuoi contatti saranno scelti in base alle affinità e al piacere di leggere contenuti. le persone sono quelle che sono
)
Al MaM non c’ero. Nonostante la fortuna di essere geograficamente favorita, non mi sono decisa: sia perché, da neo-blogger, non ho ancora ben capito come questa attività si equilibrerà con la mia vita e i miei rapporti “reali” e quindi sono ancora affezionata al mio anonimato, sia perché non sono sicura di coltivare aspirazioni “professionali” collegate a questa esperienza. Comunque in futuro, chissà?
Detto questo, ho letto con molto interesse queste tue considerazioni.
Un’osservazione assolutamente personale sulla seconda: qualche giorno fa ho fatto due conti e ho considerato che il mese in cui ho aperto il mio blog è proprio quello in cui sarei rimasta incinta se avessi fatto un quarto figlio alla stessa distanza che intercorre fra i primi tre… come dire: in crisi forse no, ma il mio orologio biologico sentiva la necessità di una novità e questa volta ne ho scelta una un po’ meno impegnativa!
E poi, scusa, ma ti faccio notare un refuso forse un po’ freudiano: credo che il sesso sia l’argomento più “cliccato”, non “ciccato”
@3D chiederò a Vaginia cosa ne pensa ;PP
Come parte in causa del punto 1, mi sento di dover ammettere che non c’ero il pomeriggio ad ascoltare le mamme blog. Purtroppo ero di turno al giornale e avevo da scrivere l’articolo di apertura di finanza. Non c’è discussione su cosa serve di più nella vita: ascoltare mamme o scrivere di Saeco? Purtroppo però a volte non si ha scelta. Ma sto cercando di recuperare visitandovi “porta a porta”. Perdonata?
@monica perdonata, certo
))
ma se vuoi il discorso è più generale, le istituzioni ci ascoltano? o siamo osservate solo come statistiche?
Oddio, sono un po’ sotto pressione e quindi vorrei tornare qui a commentare con un po’ più di lucidità. Ma sono colpita dal commento di mamma in 3D.
Ho cominciato a scrivere in ottobre, mese in cui sono sempre rimasta incinta…
e sì, era un periodo di crisi.
@lgo e mamma 3 d ora che ci penso anche io ho cominciato in periodo di concepimento!!!!! ma che vorrebbe rappresentà sta’ coincidenza?
piattins, la tua lucidità spaventa. concordo soprattutto sulla 2, la 7 e la 8. PS my, non ti reinventare ci piaci così!
io concordo con la my.
da quando è iniziata tutta questa cosa delle mamme blogger mi sono praticamente autoesclusa.
sia perchè il fatto di essere mamma è per me importante ma non fondante; sia perchè mi sembra che in tutto questo si sia un po’ persa la spontaneità.
spero continuino ad esserci persone che mi leggono per amicizia, per simpatia, per il piacere di sentire quello che ho da dire.
anche io vi leggo con interesse e ogni volta mi sembra di imparare qualcosa di nuovo….lo metto lì da parte, magari prima o poi servirà anche a me !!
@bstevens se hai qualcosa da suggerire vai pure
@lasimo e my le considerazioni che ho fatto riguardano la blogosfera in generale. è chiaro che nella blogosfera, come nella vita, uno si muove come desidera, fa le sue scelte e se ne frega (perfortuna) delle regole.
Sicuramente anche per me il blog è nato in un momento delicato di riflessione e di cambiamenti, avevo iniziato a lavorare tutti i giorni a tempo pieno lasciando le piccolette una al nido e l’altra dalla zia.
Anch’io ho avuto la sensazione un po’ da cavia da laboratorio, osserviamole e vediamo che succede, le istituzioni sono ancora davvero distanti dal mondo reale e personalmente ho trovato molto distante dalla realtà anche l’head hunting e in generale chi ha parlato del mondo del lavoro.
Vero, il discorso era milanocentrico, ma allora io non abito in questa provincia, ho visto una realtà e delle opportunità molto differenti da quelle descritte.
Mi sento molto tagliata fuori, saranno state le due gravidanze ravvicinate e prima ancora la “scelta” obbligata di aprire la partita iva per lavorare nel mondo della programmazione che di fatto mi ha tenuto al di fuori del mondo per diversi anni, però io fatico molto nel trovarmi una strada.
Il blog è un modo per vedere quello che c’è al di fuori e creare relazioni, anche se impegnativo, perchè per mantenere qualsiasi tipo di relazione ci vuole tempo e pazienza.
Scusa il commento lungo.
@orma ti ho risposto anche sul tuo blog. questa sensazione di essere tagliati fuori credo che purtroppo sia abbastanza comune, anche se difficile da ammettere. quando ho aprto il blog le cose al lavoro andavano molto male (nei miei primi post lo racconto) però questa crisi mi ha dato l’occasione di provare a vivere in un modo diverso. da allora sono successe tante cose. ho avuto un anno durissimo e se non ci fosse stata la possibilità dis eguire un percorso creativo e un po’ folle attraverso il blog, se non avessi avuto il feedback diretto dei commenti, alcuni incontri determinanti, non credo che avrei avuto la forza di fare tutto quello che ho fatto. il blog è anche un modo per esporsi, per mettersi in gioco, se vuoi contattarmi sono qua (nel mio profilo c’è la mail)
Piattins le tue considerazioni mi sembrano tutte interessanti e
ragionevolmente giuste, solo che con la numero 6 m’hai messo ansia! Io
ho appena cominciato, ancora non ho finito di aggiungere widgets che
gia’ mi sale l’ansia da prestazione! Postare, commentare, linkare,
e ficcare la parola sesso i post du design per bambini per essere
cliccate! Io a mala pena riesco a crivere un paio di posts a
settimana…sono neo-mamma neo-blogger, senza tempo e senza pace, no wonder-woman! Non era
proprio questo il requisito primo per essere una mamma-blogger di
successo? Cazzo mi sa di no!
Accidenti, Piattins, sei una macchina da guerra!
Ci devo riflettere un po’: ho passato una notte orribile (prima mal di testa, poi schiamazzi notturni di civetta innamorata – non ridere!) e devo fare un compitino per il corso di sceneggiatura.
Oltre al fatto che sarei in ufficio…
Ma ci torno, mi interessa molto.
Grazie Piattinicinesi,
per il tuo resoconto e per le tue considerazioni.
Io ho appena iniziato questa avventura (e anche io nello stesso periodo in cui sono rimasta incinta dei due diavoletti) e ancora non ho ansie da prestazioni, scrivo quando mi prende l’ispirazione e quando ho qualcosa da dire, non tanto per!
ciao ciao
Angela C.
@vmnp sono le regole generali, ma contano fino a un certo punto. per dire, ua regola dei blog è scrivere post brevi, io invece mi allargo in modo smisurato e non me ne frega niente. il blog per me è uno spazio libero e le regole le decido un po’ alla volta, almeno qui!!!!!! quindi please l’ansia da prestazione lasciamola a casa che siamo sul web per divertirci
)
@lanterna sai qual è la verità? sto scrivendo e ogni tanto mi prende il blocco, quindi ritorno a seguire i commenti, quando ho l’ispirazione te ne accorgi perché sparisco
@angela brava, un bacio
Piattini grazie per il doppio resoconto, importantissimo per chi come me non ha potuto partecipare vista la distanza, ma avrebbe tanto voluto esserci. Volevo commentare il tuo punto numero 7. Sono daccordo con te che c’è molto altro di cui parlare oltre all’essere mamme. Però immagino che ci sia stato un pò di screening nei partecipanti. Se io fossi stata una blogger di altro (seppure mamma) non mi sarei permessa di partecipare ad un evento chiamato MaM, forse sbagliando, ma credo che sia un atteggiamento comune. Il fatto stesso di definirsi mamme blogger, invece che semplicemente blogger, determina il tema, tagliando fuori chi fa altro. Non credi?
@serena in realtà non era al tema di discussione che intendevo riferirmi quanto al tipo di attività lavorativa che le blogger avevano cercato di avviare tramite il blog, ovvero parlare di bambini, portali cittadini, moda, vendita di prodotti per l’infanzia. non è una critica da parte mia, è chiaro che trovandosi ad aver bisogno di informazioni o prodotti per i bambini, volendo fare qualcosa di sociale molte donne scelgano questi temi.
anche io che mi sono sempre occupata di mondo arabo mi sono rimessa a studiare argomenti legati alla storia delle donne
la mia è come dire una previsione per il futuro, mi domando se sarà sempre così o magari verranno fuori altre cose…già adesso si vede qualcosa, alchimista fa la web designer (e qualcosa in più), Caterina di caseinitaly si occupa di turismo, Flavia di marketing…
Piattins, sul punto 1 sono rimasta basita anche io. Sono arrivata con la sala gremita, personalità importanti, donne che avevo voglia di conoscere e che – erroneamente! – pensavo fossero li anche per conoscere noi.
Al momento del mio intervento nella sala erano rimaste solo le blogger e poco altro.
E dire che sono stata fortunata! A poco a poco se ne sono andate pure molte mamme blogger. Questa cosa non mi è piaciuta molto… Lo capisco, io per prima alle 17 sono scappata per tornare a Roma, ma fino alle 16,59 non mi sono quasi schiodata dalla sedia. :S
Sono d’accordo su tutto, ma alla fine credo che il punto più veritiero sia l’ultimo non si sa mai cosa ti può portare un blog!
Hai ragione su tutto: brava lucida anche a neuroni in
stand-by!
piattini, mi permetto di rispondere a my e lasimo e anche serena.
sono blogger da diversi anni e solo dopo sono diventata mamma. quindi sono una donna-blogger-mamma. che poi mi si voglia definire in modo restrittivo mamma blogger, ok, ma non sono solo questo, come non lo sono tutte le altre che hanno parteccipato al MAM e quelle che invece non se la sono sentita d’essere etichettate in questo modo. siamo tutte donne con il valore aggiunto d’essere mamme, e tutte portiamo il nostro passato e le nostre esperienze nell’essere mamma. personalmente ho partecipato per curiosità, perchè avevo bisogno di toccare di persona questo movimento di cui mi sento un pochino protagonista e perchè penso che tutte queste donne-blogger-mamme abbiano tanto da dire al di là di pappe e pannolini.
il fatto d’aver partecipato al MAM non cambierà il mio blog e continuerò a leggere tutte per lo stesso motivo che ho fatto fin’ora: piacere della lettura, curiosità ecc.
vebbè ,mi sono dilungata. mi sa che ci scrivo un post… buona notte baci smile
@wonder le blogger che hanno parlato alla fine sono state in effetti un po’ penalizzate, ma ci rifaremo, sono sicura.
aspetto il tuo post
@mdims davvero! tu anche l’hai detto molto bene nel tuo intervento, elencando i “regali” emotivi e sociali del blog (cene, incontri ma anche l’intervento alla radio…)
@extram neuroni pochi ma buoni?!
@smile mi sembra l’atteggiamento giusto
brava Piattins, due puntate perfette… piacere di averti rivista… alla prossima!