“Mamma che vuol dire zingaro?”
Piattini deglutisce, respira e lancia una avemaria sperando che venga raccolta da qualcuno.
Nella scuola di quartiere ci sono anche bambini rom. E Piccolo Power comincia a fare domande.
“E’ come dire italiano, o romano, o francese. Vuol dire appartenere a un popolo, il popolo zingaro”
“No, è una parolaccia”
“No, Power, non è una parolaccia…”
“Sì, M, R e D. dicono che zingaro è una parolaccia e la dicono a Natasha…”
Piattini contiene il disgusto.
“Power, non si può usare la parola zingaro come offesa. E’ come se uno per farti dispetto di prendesse in giro perché si nato a Roma o in Italia, non ti darebbe fastidio?”
“E sì mi darebbe fastidio”
“E allora non devi prendere in giro gli altri”
“Ma Natasha non sa parlare……”
“Non sa parlare o parla un’altra lingua?”
“Dice così, blablagugu”
“Power,lei parla una lingua che tu non capisci, ecco tutto….come quando eravamo in Austria”
“Ma lei uccide le creature di Dio…”
“In che senso?”
“Ha ucciso uno scarafaggio”
“Ma anche tu ammazzi le mosche…”
“No, ma lei è zingara”
“Ma i bambini possono fare delle stupidaggini. Tutti possono fare delle stupidaggini, non dipende dal fatto che uno sia zingaro o meno…”
“Mamma!”
“Sì, Power?”
“Ma che vuol dire zingaro?”
Piattini deglutisce, respira e lancia due avemaria.
Tra l’ostinazione di Power e i pregiudizi dei suoi compagni di classe avrà molto da fare, i prossimi mesi.



Più di tutto mi è piaciuto: “blablagumglum” e “lancia due avemaria”. Poi è ora che io faccia outing: Piattins ti amo! Anch’io oggi ho fatto un post sui rom. Se non è comunione questa!!
Auguri, i pregiudizi collettivi sono una brutta bestia da affrontare! Carino davvero il “lancia due avemaria”.
In bocca al lupo!!! e speriamo di riuscire sempre a dare la giusta educazione ai nostri figli ….
Mannaggia ai genitori… i pregiudizi i bambini di 4 anni non se li inventano da soli. Datti da fare Piattini!!!
extra ho letto il tuo post. molto bello, ti ho lasciato un commento. @bellaprof sono in fase mistica…@rita crepi! molto difficile, richiede un esercizio costante anche da parte mia, mi porta a rivedere anche i miei di schemi mentali@rape infatti la cosa peggiore è stato trovarsi di fronte a un gruppo compatto. l’idea per power è quello che dice mia madre contro quello che dicono i miei compagni. non essendo stupido, pensa che se loro insistono su questo punto devono per forza avere un motivo..
una volta me l’ha chiesto anche mia figlia…e confesso, ho due pregiudizi nella vita e uno è x gli zingari.cercando di nn passargli la mia visione del mondo le ho detto: mah, sono persone che vivono nelle roulotte…e che lavoro fanno? rubano! rubano! urlava mio marito. beh….hanno le giostre, girano con le giostre.mia figlia sgrana gli occhi e dice: vivono nelle roulotte e lavorano nelle giostre? ma allora da grande voglio fare la zingara!azz…devo aver esagerato con la mia assenza di pregiudizio…
una volta zingaro significava “intoccabile” . anche oggi significa questo, ma in un’accezione negativa.riuscire a crescere dei bambini senza pregiudizi e stereotipi è una difficile missione. ma sento che ce la faremo !
una volta zingaro significava “intoccabile” . anche oggi significa questo, ma in un’accezione negativa.riuscire a crescere dei bambini senza pregiudizi e stereotipi è una difficile missione. ma sento che ce la faremo !
una volta zingaro significava “intoccabile” . anche oggi significa questo, ma in un’accezione negativa.riuscire a crescere dei bambini senza pregiudizi e stereotipi è una difficile missione. ma sento che ce la faremo !
ooopssss mi è scappato l’invio a raffica….spero che il concetto sia chiaro ?!!
La cosa triste è pensare a come possa sentirsi questa bambina, la cui sola ‘colpa’ è quella di essere nata rom. Come può sentirsi? in fondo è la sua classe.Ecco, io partirei da questa idea di base, che sia zingara o svedese, che sia messicana o cinese, rimane una bambina con dei compagni che la emarginano. Potrebbe succedere ai nostri figli, se avessero un ‘difetto’ (metto le virgolette perchè ovviamente lo intendo in senso opposto) di pari portata.
Sì, è brutto sentire parole di pregiudizio in bocca ai bambini. Mi fa ricordare le mie elementari dalle suore, quando nella mia classe c’era un ragazzino italiano di una famiglia fortemente disagiata. Andava male a scuola, disobbediva, era un monello ma non faceva male a nessuno. Ma le suore non perdevano occasione di umiliarlo. Alla fine anche la classe dei bambini “bravi” lo evitava, ne parlava male e ne rideva. Mia madre mi sgridò e mi disse di non ridere, che le suore sbagliavano. La cosa mi colpì molto e me lo ricordo ancora come se fosse oggi.Questo per dire che i pregiudizi vengono se ci sono degli adulti che li fomentano.M di MS
@emily anche io sono cresciuta con dei pregiudizi, e certo sono abbastanza scaltrita dalle esperienze per sapere che il buonismo a volte porta frutti altrettanto deleteri dei pregiudizi. ma da noi c’è un progetto di integrazione per cui una cooperativa si occupa di portare i bimbi (e i ragazzi) rom a scuola e di seguirli per evitare l’abbandono scolastico. è una cosa importantissima, il primo passo per vedere i diritti di tutti rispettati (diritti dei rom, dei bambini, e di quelli come me che non tollerano la vista di minori che chiedono la carità o sono costretti a rubare). la compagna di mio figlio è prima di tutto una bambina, una persona piccola che deve crescere, e mi piacerebbe che crescesse sentendosi rispettata come tale.@lasimo evviva l’invio!!!! sì, speriamo di farcela. è chiaro che la cosa più difficile è mantenere la lucidità.@lisa siamo d’accordo
@m di ms fai bene a sottolineare che a seconda dei periodi sono diversi gli obiettivi della presa in giro. la cosa peggiore è essere stigmatizzati nella propria condizione, vera o presunta. poi difficilmente se ne esce
ma lo sai che anche io per un lungo periodo ho lavorato nei campi nomadi, a milano, e ricordo che convincere i genitori a mandare i figli a scuola era un’impresa durissima perchè secondo loro la scuola e il contatto con i bambini gagi li rovinava per sempre.non è che avessero tutti i torti, ma molto più spesso la frequenza soclastica garantisce loro una padronanza linguistica che difficilmente potrebbero raggiungere restando al campo.in italia il vero problema è che non ci sono mai soldi a sufficienza per portare avanti buoni progetti, in nessun settore, e nell’integrazione soprattutto.
sono i grandi a mettere in testa cose strane ai figli, ne so qualche cosa e mia figlia essendo bionda con gli occhi azzurri deve subire un giorno si ed uno anche discriminazioni ed insulti piu’ o meno gravi…io cerco di tenermi e di non etichettare nessuno , ma alle volte mi devo veramente morsicare la lingua perché é difficile!!
Che sconforto, quando sembra che tuo figlio sia l’unico a non vivere immerso in un clima di diffidenza, quando non di aperto odio selettivo… Confido che ci possano essere degli insegnanti sensibili che, non permettendo che un loro allievo venga discriminato in questo modo, colgano l’occasione per parlarne in classe e lanciare ai bambini segnali e riflessioni diversi da quelli familiari. La mia bimba frequenta un piccolo asilo, sono in 22, ognuno con le proprie originalità e caratteristiche; le maestre li rispettano ed insegnano loro ad avere rispetto gli uni degli altri, anche nei piccoli fatterelli quotidiani. Tra di loro c’è una bimba con la sindrome di down, ma è parte del gruppo, come tutti gli altri. Mia figlia parla delle attività che fanno insieme e non la sfiora nemmeno l’idea che questa amica abbia qualcosa di diverso. Per questo credo che i bambini siano spontaneamente solidali ed equi, se non vengono ‘indottrinati’ in senso diverso…